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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Imposta sostitutiva nel forfettario: cosa sostituisce davvero?

Sì: nel regime forfettario l’imposta sostitutiva è la tassa sul reddito dell’attività che prende il posto dell’IRPEF, delle addizionali regionali e comunali e, secondo la disciplina del regime, dell’IRAP. L’aliquota ordinaria è il 15%; può scendere al 5% per i primi cinque periodi d’imposta soltanto quando sono rispettati i requisiti previsti per le nuove attività.

Ma “sostitutiva” non significa che con il 15% o il 5% hai pagato ogni costo fiscale e previdenziale della Partita IVA. Contributi INPS o Cassa professionale, bollo, diritto camerale e altri eventuali tributi restano separati. Questa pagina chiarisce proprio cosa sostituisce e cosa non sostituisce l’imposta, mantenendo distinto l’intento dalla guida completa su regime forfettario 5% o 15%.

Imposta sostitutiva nel forfettario: risposta rapida

  • Sostituisce l’IRPEF sul reddito forfettario.
  • Sostituisce le addizionali regionali e comunali collegate a quel reddito.
  • La disciplina del regime la qualifica anche come sostitutiva dell’IRAP.
  • Non sostituisce i contributi INPS.
  • Non sostituisce i contributi alla Cassa professionale.
  • Non sostituisce il bollo sulle fatture quando dovuto.
  • Non sostituisce diritto camerale, eventuali tributi locali o altri oneri estranei all’imposta sul reddito.
  • Non è un’IVA “ridotta”: il forfettario applica regole IVA proprie.

Perché si chiama “imposta sostitutiva”

La definizione viene dalla legge 190/2014. Il reddito imponibile del contribuente forfettario viene determinato applicando ai ricavi o compensi il coefficiente di redditività previsto per l’attività. Su quel reddito si applica poi una sola imposta sostitutiva.

La logica è diversa dal regime ordinario: non si applicano gli scaglioni IRPEF a quel reddito d’impresa o professionale e non si sommano le relative addizionali regionali e comunali. Al loro posto c’è l’aliquota fissa prevista dal forfettario.

Cosa sostituisce esattamente

Il comma 64 della legge 190/2014 indica espressamente che l’imposta sostitutiva prende il posto dell’imposta sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Per una persona fisica in forfettario, quindi, il reddito prodotto dalla Partita IVA non viene tassato con le aliquote progressive IRPEF del 23%, 33% e 43%, ma con il 15% o, quando spettante, con il 5%.

Cosa NON sostituisce: INPS e Casse professionali

I contributi previdenziali sono completamente separati dall’imposta sostitutiva. Un professionista in Gestione Separata continua a versare i contributi INPS; un artigiano o commerciante continua ad avere la propria contribuzione; un professionista ordinistico versa alla Cassa prevista dal proprio ordinamento.

Il fatto che l’imposta sia del 15% non significa quindi che il costo totale della Partita IVA sia il 15%. Per calcolare il netto devi sommare almeno imposta e contribuzione previdenziale.

I contributi previdenziali riducono l’imposta?

I contributi previdenziali obbligatori versati in ottemperanza alla legge possono essere dedotti dal reddito determinato secondo il coefficiente di redditività, nei limiti e con le regole previste. L’imposta sostitutiva viene quindi calcolata dopo questa deduzione.

Esempio semplificato: se il reddito forfettario lordo è 30.000 euro e hai 5.000 euro di contributi previdenziali deducibili, l’imposta non si calcola su 30.000 ma, in linea generale, sul reddito imponibile residuo di 25.000 euro.

Il 15% si applica al fatturato?

No. L’imposta sostitutiva non si applica direttamente al fatturato. Prima devi determinare il reddito forfettario applicando il coefficiente di redditività ai ricavi o compensi incassati; poi deduci i contributi previdenziali ammessi; infine applichi il 15% o il 5%.

Con 40.000 euro di ricavi e coefficiente del 78%, per esempio, il reddito lordo forfettario è 31.200 euro. Solo dopo la deduzione dei contributi previdenziali si ottiene la base su cui applicare l’imposta.

Quando l’imposta è al 5% e quando al 15%

Il 15% è l’aliquota ordinaria del regime forfettario. Il 5% è un’agevolazione temporanea per le nuove attività che rispettano le condizioni previste dalla legge, tra cui quelle relative alle attività svolte nei tre anni precedenti e alla mancata mera prosecuzione di un’attività precedente.

Il 5% non dipende semplicemente dal fatto che la Partita IVA abbia pochi ricavi e non si riattiva automaticamente passando da un altro regime al forfettario. Per tutti i requisiti e gli esempi rimandiamo alla guida specifica sul 5% o 15% nel regime forfettario.

L’imposta sostitutiva comprende l’IVA?

No. L’IVA è un’imposta diversa. Il forfettario, nelle normali operazioni interne, non addebita l’IVA in fattura e normalmente non detrae quella pagata sugli acquisti, salvo le regole particolari previste per determinate operazioni.

Quindi l’assenza dell’IVA in fattura non deriva dal fatto che il 15% “contenga” l’IVA: deriva dal regime IVA speciale applicabile ai contribuenti forfettari.

L’imposta sostitutiva comprende il bollo?

No. Quando una fattura non soggetta a IVA supera la soglia prevista dalla normativa sul bollo, può essere dovuta l’imposta di bollo. È un tributo separato dall’imposta sostitutiva e segue le proprie regole e scadenze.

Diritto camerale e altri costi restano separati

Un’impresa iscritta al Registro delle Imprese può dover versare il diritto camerale annuale. Possono inoltre esistere altri costi amministrativi, assicurativi o locali collegati alla specifica attività. Nessuno di questi è “compreso” nell’imposta sostitutiva.

E la ritenuta d’acconto?

I ricavi e compensi relativi al reddito soggetto al regime forfettario non sono normalmente assoggettati a ritenuta d’acconto da parte del sostituto d’imposta, secondo quanto previsto dalla legge. Questo però non significa che l’imposta sostitutiva “sostituisca” materialmente una ritenuta: significa che il meccanismo di tassazione è diverso e il contribuente versa direttamente saldo e acconti tramite F24.

Come si versa l’imposta sostitutiva

L’imposta viene determinata nella dichiarazione dei redditi e versata tramite modello F24. L’Agenzia delle Entrate utilizza specifici codici tributo per saldo e acconti del regime forfettario. Il calendario concreto dipende dalle scadenze annuali applicabili e dagli eventuali differimenti previsti.

Nel 2026 l’Agenzia delle Entrate conferma nei propri scadenzari l’utilizzo, tra gli altri, del codice 1790 per il primo acconto e del codice 1792 per il saldo.

Saldo e acconti: perché il secondo anno può sembrare più caro

Il primo anno di attività può generare un’imposta relativamente contenuta da versare l’anno successivo. Nello stesso momento, però, possono essere dovuti anche gli acconti per l’anno in corso. Per questo il secondo ciclo di versamenti può apparire molto più pesante del primo.

Non si tratta di una seconda imposta: stai pagando il saldo dell’anno passato e anticipando una parte dell’imposta dell’anno corrente. Una corretta pianificazione di cassa deve tener conto di entrambi.

Le detrazioni IRPEF riducono l’imposta sostitutiva?

In generale, le detrazioni che operano sull’IRPEF non riducono direttamente l’imposta sostitutiva. Se hai spese mediche, interessi sul mutuo, ristrutturazioni o altre detrazioni, la loro effettiva utilizzabilità dipende dall’eventuale presenza di altri redditi soggetti a IRPEF e dalla relativa capienza fiscale.

Questo è uno dei motivi per cui il 15% non va confrontato isolatamente con l’aliquota IRPEF: per alcuni contribuenti la perdita di capienza sulle detrazioni può incidere molto sulla convenienza complessiva.

Esempio completo di calcolo

Immaginiamo un professionista con 30.000 euro di compensi e coefficiente del 78%. Il reddito forfettario lordo è 23.400 euro. Se versa 5.000 euro di contributi previdenziali deducibili, il reddito imponibile diventa 18.400 euro. Con aliquota del 15%, l’imposta sostitutiva teorica è 2.760 euro; con aliquota del 5%, se spettante, sarebbe 920 euro.

A questi importi devi comunque aggiungere i contributi previdenziali già considerati nel calcolo e gli altri costi reali dell’attività. È per questo che “pago il 15%” non equivale a “la mia Partita IVA costa il 15% del fatturato”.

Imposta sostitutiva: cosa sostituisce e cosa resta fuori

  • IRPEF sul reddito forfettario: sostituita.
  • Addizionali regionali e comunali: sostituite per quel reddito.
  • IRAP: ricompresa nella disciplina sostitutiva prevista dalla legge.
  • INPS/Cassa: non sostituiti.
  • IVA: disciplina separata.
  • Bollo: separato.
  • Diritto camerale: separato.
  • Detrazioni IRPEF: non abbattono direttamente l’imposta sostitutiva.

Fonti ufficiali

In sintesi: l’imposta sostitutiva è la tassa sul reddito del regime forfettario e prende il posto dell’IRPEF e delle relative addizionali previste sul reddito dell’attività. Non comprende però previdenza, bollo, diritto camerale e altri costi. Per capire quanto paghi davvero devi quindi distinguere imposta, contributi e spese dell’attività.

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