
Aprire una Partita IVA per riparazione computer nel 2026 significa avviare normalmente un’attività artigiana, non una semplice consulenza informatica. Il codice ATECO 2025 di riferimento è 95.10.10 – Riparazione e manutenzione di computer e periferiche, che comprende desktop, notebook, server, monitor, stampanti, scanner e numerose periferiche. Nel regime forfettario il coefficiente di redditività è del 67%.
Il titolare deve inoltre considerare iscrizione al Registro Imprese, Gestione Artigiani INPS e, quando dovuti, gli adempimenti comunali e INAIL. Se accanto alle riparazioni vendi in modo abituale computer, componenti o accessori, la vendita non va considerata automaticamente compresa nel solo codice di riparazione: può essere necessario aggiungere un codice commerciale e gestire correttamente i ricavi delle diverse attività.
Riparazione computer: quadro rapido
- ATECO 2025: 95.10.10 – Riparazione e manutenzione di computer e periferiche.
- Coefficiente forfettario: 67%.
- Forma tipica: impresa individuale artigiana quando il titolare svolge personalmente il lavoro tecnico.
- Previdenza: normalmente Gestione Artigiani INPS.
- INPS 2026: minimale di reddito 18.808 €, aliquota 24% fino alla prima fascia, contributo minimo del titolare circa 4.521,36 €.
- Registro Imprese: normalmente necessario per l’attività artigiana.
- SCIA/SUAP: da verificare in base a sede, laboratorio, vendita al pubblico e regole comunali.
- INAIL: da verificare per l’attività artigiana e la specifica lavorazione.
Codice ATECO 95.10.10 nel 2026
La classificazione ATECO 2025 dell’ISTAT include nel 95.10.10 la riparazione e manutenzione di computer desktop e portatili, server, stampanti, monitor, tastiere, webcam, scanner, memorie, modem e altre periferiche. Il codice è quindi adatto al laboratorio che interviene sull’hardware e sulle apparecchiature informatiche.
È importante distinguere questa attività dalla consulenza informatica, dallo sviluppo software e dall’assistenza puramente remota. Installare un sistema operativo o configurare un dispositivo nell’ambito della riparazione può rientrare nel servizio tecnico; svolgere invece stabilmente consulenza IT, sviluppo, amministrazione di sistemi o altri servizi digitali può richiedere un codice ATECO ulteriore o diverso.
Telefoni e tablet: quando cambia il codice
ATECO 2025 separa la riparazione dei computer dalla riparazione di telefoni e tablet. Per smartphone, telefoni fissi, cordless e tablet il codice specifico è 95.10.21. Se il laboratorio ripara abitualmente sia computer sia smartphone, è opportuno rappresentare entrambe le attività nella posizione fiscale e camerale invece di forzare tutto nel 95.10.10.
La guida alla Partita IVA per riparazione telefoni approfondisce separatamente il 95.10.21.
Come aprire la Partita IVA per un laboratorio informatico
Se l’attività è organizzata come impresa artigiana individuale, l’avvio passa normalmente dalla Comunicazione Unica, che coordina gli adempimenti verso Registro Imprese, Agenzia delle Entrate, INPS e, quando necessario, INAIL. Non è quindi corretto trattare il laboratorio come un libero professionista che apre soltanto il modello AA9/12 e si ferma lì.
- definire servizi effettivamente offerti: riparazione, assistenza, vendita, recupero dati, consulenza;
- scegliere ATECO principale ed eventuali codici secondari;
- aprire la ditta individuale e la Partita IVA tramite gli adempimenti camerali;
- iscriversi alla Gestione Artigiani INPS quando ricorrono i requisiti;
- verificare INAIL e gli adempimenti SUAP/SCIA per laboratorio e locale aperto al pubblico;
- impostare correttamente fatture, corrispettivi e gestione dei ricambi.
Regime forfettario e coefficiente del 67%
Per il codice 95.10.10 il coefficiente di redditività del forfettario è del 67%. Con 30.000 euro di ricavi, il reddito forfettario lordo è quindi 20.100 euro. Il restante 33% rappresenta i costi riconosciuti in modo forfettario.
Questo non significa che i costi reali siano irrilevanti nella scelta del regime. Ricambi, strumenti diagnostici, software, affitto del laboratorio, energia, assicurazioni, smaltimento, acquisto di apparecchi da test e merce destinata alla rivendita possono incidere molto. Nel forfettario non vengono dedotti uno per uno: se i costi effettivi sono stabilmente superiori al 33% dei ricavi, conviene confrontare il risultato con il regime ordinario.
INPS Artigiani 2026
Per il titolare di impresa artigiana il riferimento è normalmente la Gestione Artigiani INPS. La circolare INPS n. 14/2026 fissa il reddito minimale a 18.808 euro, l’aliquota artigiani al 24% fino alla prima fascia e il contributo minimo annuo del titolare a circa 4.521,36 euro.
Se il reddito d’impresa supera il minimale, si aggiunge la quota percentuale sulla parte eccedente. Per i contribuenti forfettari iscritti ad Artigiani e Commercianti può essere disponibile, quando spettante, la riduzione contributiva del 35%. La scelta va valutata anche per l’effetto sull’accredito previdenziale.
Esempio con 30.000 euro di ricavi
Con 30.000 euro di ricavi e coefficiente 67%, il reddito forfettario lordo è 20.100 euro. Senza riduzione contributiva, il contributo artigiani comprende il minimo annuo di 4.521,36 euro e il 24% sulla quota di reddito superiore a 18.808 euro. Nell’esempio i contributi complessivi sono quindi circa 4.831 euro.
I contributi previdenziali obbligatori versati e deducibili si sottraggono dal reddito forfettario prima dell’imposta. La base fiscale dell’esempio scende quindi a circa 15.269 euro. L’imposta sostitutiva è circa 763 euro al 5% oppure 2.290 euro al 15%. Il 5% spetta soltanto se sono rispettate tutte le condizioni previste per la nuova attività.
Vendita di computer, ricambi e accessori
Molti laboratori non si limitano alla manodopera: vendono SSD, RAM, alimentatori, cavi, tastiere, notebook ricondizionati o altri prodotti. Se la vendita è abituale e autonoma rispetto alla riparazione, va verificato un codice commerciale aggiuntivo. La distinzione è importante anche perché attività artigiana e attività commerciale possono avere regole e coefficienti forfettari differenti.
È utile separare in contabilità gestionale almeno tre voci: manodopera di riparazione, ricambi incorporati nel lavoro e vera rivendita di beni. Questo aiuta a capire quale attività è prevalente e se il forfettario resta conveniente.
Recupero dati e privacy
Riparare un computer può comportare accesso a dischi, account e dati personali del cliente. Il laboratorio deve quindi organizzare autorizzazioni, credenziali temporanee, copie di sicurezza, restituzione dei supporti e cancellazione dei dati con procedure coerenti con la normativa privacy. Il cliente dovrebbe sapere chiaramente se il servizio comprende backup o recupero dati e quali rischi comporta l’intervento.
Il recupero dati altamente specialistico può inoltre diventare una prestazione distinta dalla normale riparazione hardware; quando rappresenta una parte rilevante dell’attività va verificata anche la classificazione ATECO più coerente.
Preventivo, accettazione e garanzia della riparazione
Un laboratorio ben organizzato dovrebbe separare chiaramente diagnosi, preventivo e autorizzazione all’intervento. Prima di sostituire componenti costosi è utile far accettare al cliente prezzo, tempi, ricambi utilizzati e condizioni per eventuali costi di diagnosi se il lavoro non viene autorizzato. Questo riduce contestazioni e permette di distinguere il corrispettivo per il lavoro tecnico dal prezzo di eventuali beni venduti.
La ricevuta di presa in carico dovrebbe identificare dispositivo, numero seriale, accessori consegnati, difetti dichiarati e stato esterno. Per interventi su portatili e workstation è utile precisare anche se il cliente ha effettuato il backup e se autorizza test che richiedono accesso al sistema operativo. La restituzione va documentata, soprattutto quando il dispositivo contiene dati aziendali o professionali.
La garanzia sulla riparazione non va confusa con la garanzia originaria del produttore. Il laboratorio risponde del proprio intervento e dei ricambi forniti secondo le regole applicabili al rapporto con il cliente; per questo conviene indicare in modo trasparente se il componente è nuovo, ricondizionato o fornito dal cliente. Anche i dispositivi non ritirati richiedono una procedura scritta di sollecito e custodia, evitando clausole improvvisate.
Errori da evitare
- usare 95.10.10 anche per un’attività che consiste principalmente in consulenza informatica;
- includere automaticamente smartphone e telefoni nel codice computer senza considerare 95.10.21;
- aprire soltanto la Partita IVA senza gestire gli adempimenti dell’impresa artigiana;
- considerare la vendita abituale di hardware come sempre inclusa nella riparazione;
- usare ancora vecchi minimi INPS precedenti al 2026;
- calcolare l’imposta sostitutiva prima di dedurre i contributi obbligatori;
- scegliere il forfettario senza confrontare il 33% di costi presunti con i costi reali del laboratorio.
Prima dell’apertura verifica anche i requisiti e le cause di esclusione del regime forfettario.
Domande frequenti
Il codice ATECO 2025 è 95.10.10 – Riparazione e manutenzione di computer e periferiche.
Per il 95.10.10 il coefficiente del regime forfettario è del 67%.
Normalmente sì quando l’attività è svolta come impresa artigiana individuale. Nel 2026 il minimale è 18.808 euro e il contributo minimo del titolare è circa 4.521,36 euro.
Sì, ma se la vendita è abituale e autonoma rispetto alla riparazione va verificato un codice ATECO commerciale aggiuntivo.
Per la riparazione di telefoni e tablet ATECO 2025 prevede lo specifico 95.10.21. Se svolgi entrambe le attività va verificata la corretta combinazione dei codici.
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