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Regime Forfettario

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Partita IVA cartoleria: come aprire, ATECO, costi e INPS

Aprire una cartoleria con Partita IVA significa avviare un’attività commerciale al dettaglio. Nel 2026 il codice ATECO specifico è 47.62.20 – Commercio al dettaglio di articoli di cancelleria, che comprende forniture per ufficio e per la scuola come penne, matite e carta.

Per partire non basta aprire la Partita IVA: vanno coordinati Registro delle Imprese, Comunicazione Unica, SCIA al SUAP, Gestione Commercianti INPS, locale, fornitori, corrispettivi e scelta del regime fiscale.

Partita IVA cartoleria: dati principali

ElementoRegola
Codice ATECO 202547.62.20
DescrizioneCommercio al dettaglio di articoli di cancelleria
Coefficiente forfettario40%
Camera di CommercioIscrizione al Registro delle Imprese
Avvio negozioSCIA al SUAP nei casi previsti per il commercio di vicinato
PrevidenzaGestione Commercianti INPS

Codice ATECO cartoleria: 47.62.20

La classificazione ATECO 2025 assegna alla cartoleria il codice 47.62.20 – Commercio al dettaglio di articoli di cancelleria. Le note ISTAT comprendono espressamente articoli di cancelleria, forniture per ufficio e per la scuola, come penne, matite e carta.

La classificazione ufficiale è consultabile nella documentazione ATECO 2025 dell’ISTAT.

Cartoleria, edicola e libreria: codici diversi

Una cartoleria può vendere prodotti diversi, ma il codice principale deve seguire l’attività prevalente. ATECO 2025 distingue chiaramente la cancelleria da giornali e libri.

  • 47.62.20: cancelleria e forniture per scuola e ufficio;
  • 47.62.10: giornali, periodici e riviste;
  • 47.61.00: commercio al dettaglio di libri;
  • materiali artistici specializzati per disegno, pittura e scultura rientrano in una diversa area del commercio al dettaglio.

Se il negozio vende in modo significativo anche libri, giornali, giocattoli, articoli regalo o prodotti artistici può essere necessario aggiungere uno o più codici secondari. Non conviene scegliere un codice generico solo per evitare di descrivere correttamente le merci vendute.

Come aprire una cartoleria

  1. definire assortimento e attività prevalente;
  2. individuare il codice ATECO principale e gli eventuali secondari;
  3. aprire la Partita IVA e iscrivere l’impresa al Registro delle Imprese;
  4. presentare la SCIA al SUAP quando richiesta;
  5. aprire la posizione INPS Commercianti;
  6. impostare corrispettivi, pagamenti elettronici e contabilità;
  7. organizzare fornitori, magazzino e assicurazione del locale.

Per una ditta individuale questi adempimenti vengono normalmente coordinati tramite Comunicazione Unica. Il portale Impresa in un giorno ricorda che ComUnica consente di coordinare Partita IVA, Registro delle Imprese e posizioni previdenziali.

SCIA al SUAP per il negozio

Per un esercizio di vicinato l’avvio passa normalmente dalla SCIA allo Sportello Unico per le Attività Produttive del Comune competente. La disciplina concreta dipende anche da superficie, Comune e caratteristiche del locale.

Prima di firmare un contratto di locazione è quindi utile verificare destinazione d’uso, requisiti urbanistici e commerciali, accessibilità, insegne e altri vincoli locali. Aprire la Partita IVA prima di sapere se il locale è utilizzabile può generare costi inutili.

Requisiti per il commercio

La cartoleria non richiede una qualifica professionale come accade per attività regolamentate quali acconciatore o somministrazione di alimenti. Restano però da verificare i requisiti morali previsti per l’esercizio del commercio e gli eventuali requisiti aggiuntivi collegati a prodotti o servizi ulteriori offerti dal negozio.

Il regime forfettario è possibile per una cartoleria?

Sì. Una cartoleria individuale può applicare il regime forfettario se rispetta i requisiti generali e non ricade in una causa di esclusione. Il limite ordinario di ricavi è 85.000 €; oltre 100.000 € opera la disciplina di uscita immediata.

Vanno inoltre controllati gli altri requisiti illustrati nella guida alle cause di esclusione dal regime forfettario.

Coefficiente di redditività della cartoleria: 40%

Per il commercio al dettaglio con codice 47.62.20 il coefficiente di redditività è del 40%. Questo significa che, ai fini fiscali, il 40% dei ricavi costituisce reddito forfettario lordo e il restante 60% rappresenta la quota di costi riconosciuta in modo forfettario.

RicaviCoefficienteReddito forfettario
30.000 €40%12.000 €
50.000 €40%20.000 €
70.000 €40%28.000 €

Imposta sostitutiva al 5% o al 15%

L’imposta sostitutiva ordinaria è del 15%. L’aliquota ridotta del 5% spetta solo quando sono rispettate tutte le condizioni previste per una nuova attività. Non è automatica per i primi cinque anni dalla semplice apertura.

Per la verifica puoi consultare la guida sull’imposta sostitutiva al 5% o al 15%.

Contributi INPS Commercianti 2026

Il titolare di una cartoleria individuale è normalmente iscritto alla Gestione Commercianti INPS. Per il 2026 il reddito minimale è pari a 18.808 euro e l’aliquota ordinaria dei commercianti è del 24,48%. La gestione prevede contribuzione sul minimale e, se il reddito supera la soglia, contributi sulla parte eccedente.

Importi, fasce e scadenze sono riepilogati nella guida ai contributi INPS Artigiani e Commercianti 2026.

Riduzione INPS del 35%

Chi applica il regime forfettario e rientra nella Gestione Commercianti può verificare l’adesione al regime previdenziale agevolato con riduzione del 35%. Non è automatico e la minore contribuzione può incidere sull’accredito pensionistico.

Quanto costa aprire una cartoleria

I costi principali non derivano dall’apertura della Partita IVA, ma dal negozio e dal capitale necessario per partire. Vanno considerati deposito cauzionale e affitto, arredamento, scaffali, insegna, registratore telematico o sistemi di cassa, POS, assicurazione, software gestionale e soprattutto magazzino iniziale.

Una cartoleria che vende anche libri scolastici, articoli regalo, giocattoli o materiale artistico può richiedere un assortimento più ampio e quindi maggiore capitale immobilizzato in scorte.

Il vero tema: margine e magazzino

Per un commerciante il forfettario va valutato insieme al margine reale. Il coefficiente del 40% presuppone fiscalmente costi pari al 60% dei ricavi. Se acquisto merce, affitto, commissioni sui pagamenti, personale e altri costi incidono in modo molto diverso, il confronto con il regime ordinario può cambiare la convenienza.

Inoltre nel forfettario l’IVA pagata sugli acquisti non viene detratta. Per un’attività con acquisti di magazzino consistenti questo elemento merita una verifica prima di scegliere il regime.

Corrispettivi, registratore telematico e pagamenti

Le vendite al dettaglio devono essere documentate secondo le regole dei corrispettivi applicabili al negozio. È inoltre necessario organizzare i pagamenti elettronici e la riconciliazione degli incassi. L’eventuale fattura richiesta dal cliente segue le regole del regime fiscale utilizzato.

Per la disciplina generale delle fatture puoi consultare la guida alla fatturazione elettronica nel regime forfettario.

Cartoleria online ed e-commerce

Se alla vendita nel negozio si aggiunge un vero e-commerce, devono essere verificati gli adempimenti della vendita online e l’eventuale necessità di integrare il codice ATECO in base alla modalità concreta dell’attività. Non basta aprire un profilo social o spedire occasionalmente un prodotto per trasformare automaticamente il negozio in e-commerce, ma una vendita online organizzata va inquadrata correttamente.

Cartoleria con libri, giornali o servizi aggiuntivi

La redditività di molte cartolerie dipende dalla combinazione di più prodotti e servizi: libri scolastici, fotocopie, stampe, rilegature, articoli regalo, giornali o servizi digitali. Ogni estensione va verificata sia sul piano ATECO sia sul piano amministrativo. Per esempio, la vendita di giornali e periodici è distinta dalla sola cancelleria.

Esempio con 50.000 euro di ricavi

Con 50.000 euro di ricavi e coefficiente del 40%, il reddito forfettario lordo è 20.000 euro. Da questo importo vengono dedotti i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e deducibili; sulla base residua si applica poi l’imposta sostitutiva del 5% o del 15%, se spettante.

Il dato fiscale non indica il guadagno reale del negozio: per conoscere il margine effettivo vanno sottratti merce, affitto e tutti gli altri costi sostenuti. Per simulare le imposte puoi usare il calcolatore del regime forfettario.

Checklist prima di aprire

  • definire assortimento e attività prevalente;
  • verificare ATECO 47.62.20 e codici secondari;
  • controllare locale e destinazione d’uso;
  • presentare ComUnica e SCIA SUAP;
  • aprire INPS Commercianti;
  • stimare magazzino e capitale iniziale;
  • confrontare forfettario e ordinario considerando anche l’IVA sugli acquisti;
  • organizzare corrispettivi, POS, fornitori e software di gestione.

Errori da evitare

  • Confondere cancelleria, edicola e libreria.
  • Sottovalutare il capitale immobilizzato nel magazzino.
  • Firmare il contratto del locale prima della verifica SUAP.
  • Considerare il 5% automatico nei primi cinque anni.
  • Dimenticare la contribuzione minima INPS Commercianti.
  • Valutare il forfettario senza considerare l’IVA sugli acquisti e i margini reali.
  • Aggiungere e-commerce o altre linee di vendita senza verificare ATECO e adempimenti.

Domande frequenti

Qual è il codice ATECO di una cartoleria?

Con ATECO 2025 il codice specifico è 47.62.20, commercio al dettaglio di articoli di cancelleria.

Qual è il coefficiente di redditività?

Per il commercio al dettaglio della cartoleria il coefficiente di redditività nel regime forfettario è del 40%.

Serve la Camera di Commercio?

Sì. La cartoleria è un’attività commerciale e la ditta individuale va iscritta al Registro delle Imprese, coordinando gli adempimenti tramite Comunicazione Unica.

Quale INPS paga il titolare della cartoleria?

Il titolare di una cartoleria individuale è normalmente iscritto alla Gestione Commercianti INPS, con contributi sul minimale e sull’eventuale reddito eccedente.

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