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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Infermiere SSN con Partita IVA: straordinari 5%, prestazioni 15% e forfettario

Un infermiere che lavora nel SSN e possiede anche una Partita IVA deve tenere separati quattro flussi fiscali: stipendio ordinario, straordinari tassati al 5%, prestazioni aggiuntive tassate al 15% e compensi professionali fatturati con la Partita IVA. Le aliquote del 5% e del 15% previste per il rapporto con il Servizio sanitario nazionale non si trasferiscono sulle fatture del professionista.

Nel 2026 questa distinzione è particolarmente importante perché l’infermiere dipendente può, nei casi autorizzati, svolgere anche attività professionale; inoltre la soglia dei redditi da lavoro dipendente rilevante per l’accesso o permanenza nel regime forfettario è confermata a 35.000 euro per il 2026.

Infermiere SSN: cosa viene tassato al 5%

La Legge 207/2024 prevede un’imposta sostitutiva del 5% sui compensi per lavoro straordinario degli infermieri dipendenti dalle aziende e dagli enti del Servizio sanitario nazionale.

L’imposta sostituisce IRPEF e addizionali regionali e comunali sul compenso agevolato. Viene applicata dal datore di lavoro, non scelta dal professionista in dichiarazione.

Prestazioni aggiuntive: perché l’aliquota è 15%

Le prestazioni aggiuntive del personale sanitario sono disciplinate separatamente. L’articolo 7 del D.L. 73/2024 prevede per questi compensi un’imposta sostitutiva del 15%.

Un infermiere può quindi ricevere somme al 5% per straordinario e somme al 15% per vere prestazioni aggiuntive, ma soltanto quando le attività sono state correttamente qualificate dall’azienda sanitaria.

5%, 15% e forfettario: tre aliquote che non vanno confuse

CompensoTrattamentoRapporto
Straordinario SSNImposta sostitutiva 5%Lavoro dipendente
Prestazione aggiuntiva SSNImposta sostitutiva 15%Lavoro dipendente / disciplina SSN
Fattura in forfettarioImposta sostitutiva forfettario 5% o 15%Lavoro autonomo

La coincidenza numerica delle aliquote non significa che le norme siano collegate.

Le fatture dell’infermiere non diventano “straordinari al 5%”

Se l’infermiere svolge attività professionale autorizzata e fattura una prestazione a un soggetto diverso dal proprio rapporto di lavoro dipendente, quel compenso segue le regole della Partita IVA.

Nel regime forfettario il reddito imponibile deriva dai compensi professionali e dal coefficiente di redditività applicabile; successivamente si considerano i contributi previdenziali deducibili e l’imposta sostitutiva del regime.

La norma sul 5% degli straordinari non modifica questo meccanismo.

Infermiere dipendente e Partita IVA: quando possono convivere

La compatibilità dipende dalla natura del rapporto di lavoro, dall’autorizzazione richiesta nel pubblico impiego, dall’assenza di conflitti di interesse e dalle deroghe previste per il personale sanitario.

RF ha già una guida dedicata a infermiere dipendente e Partita IVA, che va letta insieme a questa pagina quando l’obiettivo è combinare SSN e attività libero-professionale.

Soglia lavoro dipendente 2026: confermata a 35.000 euro

Per il 2026 la soglia della causa ostativa del regime forfettario collegata ai redditi di lavoro dipendente e assimilati è stata mantenuta a 35.000 euro.

In termini operativi, chi vuole applicare il forfettario nel 2026 deve verificare i redditi di lavoro dipendente percepiti nel 2025, salvo le eccezioni previste dalla normativa, tra cui il rapporto cessato nei casi disciplinati dalla legge.

Gli straordinari agevolati contano nella soglia dei 35.000 euro?

La verifica della causa ostativa deve essere eseguita sui redditi di lavoro dipendente secondo le regole fiscali applicabili. La presenza di un’imposta sostitutiva su specifiche componenti dello stipendio non autorizza a sottrarre automaticamente quelle somme dal controllo senza verificare il loro trattamento nella Certificazione Unica e nella normativa del regime.

Per una verifica operativa è quindi prudente partire dalla CU e dal reddito fiscalmente rilevante comunicato dal datore di lavoro, evitando conteggi basati soltanto sul netto in busta.

Esempio: infermiere SSN con 30.000 euro di stipendio e Partita IVA

Un infermiere percepisce 30.000 euro di reddito da lavoro dipendente e svolge anche attività professionale autorizzata con Partita IVA.

Il reddito da dipendente resta distinto dai compensi professionali. Se sono rispettati tutti gli altri requisiti del forfettario, la sola presenza del rapporto di lavoro non impedisce automaticamente l’applicazione del regime.

Esempio con straordinari al 5%

Lo stesso infermiere riceve anche 2.000 euro di compensi qualificati come lavoro straordinario agevolato.

Il datore di lavoro applica il 5% previsto dalla Legge 207/2024 sulla componente agevolata. Per valutare il forfettario bisogna comunque verificare il dato reddituale fiscalmente rilevante risultante dalla documentazione ufficiale, non limitarsi a sommare o sottrarre le voci del cedolino senza controllo.

Esempio con prestazioni aggiuntive al 15%

Se l’infermiere riceve anche compensi per prestazioni aggiuntive rientranti nell’articolo 7 del D.L. 73/2024, queste somme sono soggette al 15% sostitutivo secondo la disciplina del SSN.

Anche in questo caso non si tratta di fatturato professionale e non vanno sommate ai ricavi della Partita IVA per verificare il limite di 85.000 euro del forfettario.

Limite di 85.000 euro: riguarda i compensi della Partita IVA

Il limite ordinario di 85.000 euro del regime forfettario riguarda ricavi o compensi dell’attività autonoma o d’impresa. Stipendio, straordinari e prestazioni aggiuntive del rapporto da dipendente non diventano ricavi professionali.

Il reddito da lavoro dipendente rileva invece nella diversa causa ostativa che nel 2026 utilizza la soglia di 35.000 euro.

Superamento di 100.000 euro e lavoro SSN

La soglia di 100.000 euro che determina l’uscita immediata dal forfettario riguarda i ricavi o compensi dell’attività in regime agevolato. Non va calcolata aggiungendo lo stipendio SSN.

Tenere separati i due indicatori evita uno degli errori più frequenti nelle attività miste dipendente + Partita IVA.

ENPAPI e lavoro dipendente

L’attività professionale infermieristica può comportare obblighi ENPAPI secondo la posizione concreta del professionista. Il trattamento delle prestazioni autonome non viene sostituito dalle trattenute previdenziali effettuate sullo stipendio SSN.

RF ha un approfondimento su contributi ENPAPI degli infermieri.

Quanto paga un infermiere forfettario sulle fatture

Per il reddito professionale il forfettario applica il coefficiente previsto per l’attività e l’imposta sostitutiva del 15%, riducibile al 5% per il periodo agevolato quando sono rispettati i requisiti di nuova attività.

Puoi confrontare esempi nella guida RF sul calcolo delle tasse dell’infermiere.

Attenzione ai due diversi “5%”

Un infermiere potrebbe avere contemporaneamente:

  • straordinari SSN tassati al 5%;
  • reddito professionale forfettario tassato al 5% perché nuova attività.

Sono due agevolazioni completamente indipendenti, con basi imponibili, requisiti e fonti normative diverse.

Attenzione ai due diversi “15%”

La stessa confusione può verificarsi con il 15%:

  • prestazioni aggiuntive SSN tassate al 15%;
  • imposta sostitutiva ordinaria del regime forfettario al 15%.

Anche qui la percentuale è identica, ma il meccanismo fiscale non lo è.

Come leggere correttamente la Certificazione Unica

L’infermiere che possiede anche Partita IVA dovrebbe controllare ogni anno la CU rilasciata dall’azienda sanitaria e distinguere:

  • redditi di lavoro dipendente;
  • componenti soggette a imposte sostitutive;
  • ritenute e addizionali;
  • contributi previdenziali;
  • eventuali annotazioni rilevanti.

Questo controllo è importante prima di verificare la causa ostativa del forfettario.

Codice tributo 1069: cosa conferma

L’Agenzia delle Entrate identifica con il codice tributo 1069 l’imposta sostitutiva sugli straordinari degli infermieri prevista dal comma 354 della Legge 207/2024.

Il codice viene utilizzato dal sostituto d’imposta per il versamento delle somme trattenute.

Codice tributo 1068: prestazioni aggiuntive

Il codice tributo 1068 riguarda invece l’imposta sostitutiva sulle prestazioni aggiuntive del personale sanitario disciplinata dall’articolo 7 del D.L. 73/2024.

La presenza di due codici distinti è un buon controllo operativo quando si confrontano i dati del cedolino e della CU.

Prestazioni aggiuntive fino a 60 euro lordi l’ora

Per il personale sanitario del comparto la disciplina ha consentito, nei periodi previsti, un incremento della tariffa oraria delle prestazioni aggiuntive fino a 60 euro lordi onnicomprensivi, al netto degli oneri riflessi a carico dell’amministrazione.

Tariffa e aliquota fiscale restano però concetti diversi: il 15% riguarda la tassazione della somma corrisposta.

Checklist per infermiere SSN + Partita IVA

  1. separa stipendio, straordinari, prestazioni aggiuntive e fatture;
  2. controlla nel cedolino quali somme sono al 5% e quali al 15%;
  3. verifica la CU dell’anno precedente;
  4. controlla la soglia 35.000 euro per il forfettario 2026;
  5. non sommare lo stipendio al limite 85.000 euro dei compensi professionali;
  6. verifica autorizzazione e incompatibilità nel pubblico impiego;
  7. controlla ENPAPI sulla parte libero-professionale;
  8. mantieni separata la documentazione dell’attività professionale.

Fonti ufficiali

La detassazione al 5% degli straordinari degli infermieri deriva dalla Legge 207/2024. La disciplina del 15% sulle prestazioni aggiuntive è contenuta nell’articolo 7 del D.L. 73/2024.

L’Agenzia delle Entrate mette inoltre a disposizione i codici tributo 1068 e 1069. Per la soglia 35.000 euro del forfettario nel 2026, la proroga è prevista dalla Legge di Bilancio 2026.

Fatturare alla stessa azienda sanitaria: attenzione alla causa ostativa

Se l’infermiere dipendente apre anche una Partita IVA, va verificato a chi saranno emesse le fatture. Il regime forfettario prevede una specifica causa ostativa quando l’attività viene esercitata prevalentemente nei confronti dell’attuale datore di lavoro o di un datore di lavoro avuto nei due anni precedenti, salvo le eccezioni previste dalla legge.

Questo controllo è diverso dalla compatibilità amministrativa del pubblico impiego: un’attività può essere autorizzata dall’ente ma richiedere comunque una verifica separata dei requisiti fiscali del forfettario.

Esempio: 34.000 euro di lavoro dipendente e 20.000 euro di fatture

Un infermiere percepisce nel 2025 34.000 euro di reddito da lavoro dipendente e nel 2026 continua il rapporto SSN mentre svolge attività professionale autorizzata.

Ai fini della soglia lavoro dipendente del forfettario 2026, il valore è sotto i 35.000 euro. I 20.000 euro di compensi professionali non si sommano allo stipendio per verificare quella causa ostativa: sono invece rilevanti per il limite dei ricavi/compensi della Partita IVA.

Esempio: 36.000 euro di lavoro dipendente nell’anno precedente

Se il reddito di lavoro dipendente fiscalmente rilevante dell’anno precedente supera 35.000 euro, la permanenza nel forfettario va verificata con attenzione. L’eventuale cessazione del rapporto può modificare l’esito nei casi previsti dalla legge, ma non va presunta.

Per questo il controllo corretto parte dalla Certificazione Unica e non dal semplice totale dei bonifici ricevuti sul conto corrente.

Quando il rapporto di lavoro cessa

La causa ostativa collegata al reddito di lavoro dipendente contiene un’eccezione per il rapporto cessato secondo le condizioni previste dalla normativa. Chi lascia il SSN e prosegue soltanto come libero professionista deve quindi verificare separatamente la data di cessazione e gli eventuali altri rapporti di lavoro ancora attivi.

Perché RF tratta questo tema in modo diverso da una guida sullo stipendio

Su RegimeForfettario.it l’interesse principale non è soltanto sapere quanto viene tassato uno straordinario, ma capire come quel compenso convive con una Partita IVA. Per questo la guida distingue sempre la base da lavoro dipendente dal fatturato professionale, le aliquote SSN dall’imposta sostitutiva del forfettario e i controlli sul datore di lavoro dalle regole ENPAPI.

FAQ: infermiere dipendente, straordinari e forfettario

Gli straordinari SSN al 5% aumentano il fatturato della Partita IVA?

No. Sono reddito derivante dal rapporto di lavoro dipendente e non compensi professionali fatturati.

Le prestazioni aggiuntive al 15% sono fatture?

No, quando rientrano nella specifica disciplina delle prestazioni aggiuntive SSN sono compensi gestiti dall’azienda sanitaria secondo le regole previste.

Il 5% dello straordinario è lo stesso 5% del forfettario startup?

No. Sono due imposte sostitutive diverse e autonome.

Posso restare forfettario se sono infermiere dipendente?

Sì, se sono rispettati i requisiti del regime e le regole di compatibilità dell’attività professionale. Nel 2026 va controllata anche la soglia di 35.000 euro di redditi di lavoro dipendente dell’anno precedente.

Lo stipendio SSN va sommato agli 85.000 euro?

No. Il limite di 85.000 euro riguarda ricavi e compensi dell’attività in forfettario, non lo stipendio da dipendente.

In sintesi

Per l’infermiere SSN con Partita IVA il vero rischio è confondere regimi fiscali che hanno aliquote identiche ma basi completamente diverse. Straordinari al 5% e prestazioni aggiuntive al 15% appartengono al rapporto con il SSN; imposta forfettaria al 5% o 15% appartiene invece alla Partita IVA.

Nel 2026 bisogna quindi controllare separatamente cedolino, CU, soglia lavoro dipendente di 35.000 euro, compensi professionali, limite 85.000 euro e posizione ENPAPI.

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