Per calcolare tasse e contributi di un idraulico in regime forfettario nel 2026 bisogna partire dal coefficiente di redditività dell’86% e dalla Gestione Artigiani INPS. Per l’attività tipica su impianti idraulico-sanitari il codice ATECO 2025 di riferimento è 43.22.05 – Installazione di altri impianti termo-idraulici.
L’idraulico artigiano versa contributi INPS con un minimale di reddito di 18.808 euro e aliquota ordinaria del 24%. Sul reddito forfettario, dopo la deduzione dei contributi previdenziali obbligatori versati, si applica poi l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% quando ricorrono le condizioni previste.
Formula per calcolare le tasse dell’idraulico
- somma i ricavi effettivamente incassati;
- applica il coefficiente di redditività dell’86%;
- calcola i contributi INPS Artigiani tenendo conto del minimale;
- deduci i contributi previdenziali obbligatori versati;
- applica l’imposta sostitutiva del 15% o del 5% quando spettante;
- confronta il 14% di costi presunti con materiali, furgone, attrezzature, subappalti e personale realmente sostenuti.
ATECO idraulico 2026: 43.22.05
Il codice 43.22.05 riguarda installazione, riparazione e manutenzione di impianti idraulico-sanitari e altre lavorazioni termo-idrauliche ricomprese nella voce ATECO 2025.
Per l’apertura e i requisiti consulta la guida sulla Partita IVA dell’idraulico; per la gestione continuativa c’è invece la guida sul commercialista per idraulico.
Gas e climatizzazione: quando cambia il codice
ATECO 2025 distingue l’attività idraulico-sanitaria dagli impianti gas e dagli impianti di riscaldamento e condizionamento. Se il lavoro prevalente riguarda gas oppure climatizzazione, vanno valutati rispettivamente i codici 43.22.06 e 43.22.07.
Se vengono svolte più attività in modo stabile, può essere necessario affiancare più codici. La scelta deve riflettere i lavori effettivamente fatturati e non il coefficiente più conveniente.
Coefficiente di redditività dell’idraulico: 86%
Per 43.22.05 il coefficiente di redditività è dell’86%. Il regime considera quindi fiscalmente come reddito l’86% dei ricavi e riconosce implicitamente costi pari soltanto al 14%.
Per un idraulico questo è un punto cruciale: materiali, rubinetteria, sanitari, tubazioni, raccordi, furgone, carburante, attrezzatura e subappalti possono facilmente superare il 14% dei ricavi.
INPS Artigiani 2026
Nel 2026 il reddito minimale della Gestione Artigiani è pari a 18.808 euro. L’aliquota ordinaria è del 24% fino alla prima fascia di reddito pensionabile di 56.224 euro e sale di un punto percentuale sulla quota eccedente.
Il contributo minimo annuo complessivo del titolare è circa 4.521,36 euro. Il riferimento aggiornato è la circolare INPS n. 14/2026.
Esempio con 30.000 euro di ricavi
- ricavi: 30.000 euro;
- reddito forfettario all’86%: 25.800 euro;
- INPS Artigiani: circa 6.199,44 euro;
- base imposta sostitutiva: circa 19.600,56 euro;
- imposta al 15%: circa 2.940,08 euro;
- imposta al 5%: circa 980,03 euro.
Esempio con 50.000 euro di ricavi
- reddito forfettario all’86%: 43.000 euro;
- INPS Artigiani: circa 10.327,44 euro;
- base imposta sostitutiva: circa 32.672,56 euro;
- imposta al 15%: circa 4.900,88 euro;
- imposta al 5%: circa 1.633,63 euro.
Esempio con 85.000 euro di ricavi
- reddito forfettario all’86%: 73.100 euro;
- INPS Artigiani: circa 17.720,20 euro;
- base imposta sostitutiva: circa 55.379,80 euro;
- imposta al 15%: circa 8.306,97 euro;
- imposta al 5%: circa 2.768,99 euro.
Tabella tasse idraulico forfettario 2026
| Ricavi | Reddito 86% | INPS Artigiani | Imposta 15% | Imposta 5% |
|---|---|---|---|---|
| 30.000 € | 25.800 € | 6.199,44 € | 2.940,08 € | 980,03 € |
| 50.000 € | 43.000 € | 10.327,44 € | 4.900,88 € | 1.633,63 € |
| 85.000 € | 73.100 € | 17.720,20 € | 8.306,97 € | 2.768,99 € |
Riduzione INPS del 35%
L’idraulico in regime forfettario può chiedere, se possiede i requisiti, il regime previdenziale agevolato con riduzione del 35% dei contributi Artigiani.
La riduzione non è automatica e può incidere sull’accredito contributivo utile alla pensione. Se applicata, cambia in modo significativo tutti gli esempi riportati sopra.
Imposta sostitutiva al 5% o al 15%
Il 15% è l’aliquota ordinaria. Il 5% si applica soltanto quando sono rispettate tutte le condizioni previste per la nuova attività.
Per approfondire consulta la guida sull’imposta sostitutiva al 5% o al 15%.
D.M. 37/2008 e responsabile tecnico
L’attività impiantistica dell’idraulico è soggetta al D.M. 37/2008. Gli impianti idrici e sanitari rientrano nella lettera D; riscaldamento e climatizzazione nella lettera C; gli impianti gas nella lettera E.
L’impresa deve disporre di un responsabile tecnico con i requisiti tecnico-professionali previsti. Il testo vigente del decreto è consultabile su Normattiva.
Dichiarazione di conformità
Per gli interventi rientranti nel D.M. 37/2008 l’impresa installatrice deve gestire la dichiarazione di conformità nei casi previsti. Il documento certifica che l’impianto è stato realizzato nel rispetto della normativa e della regola dell’arte.
Il tempo necessario per compilazione, allegati e consegna della documentazione va considerato nel prezzo del lavoro, soprattutto nelle installazioni più complesse.
Materiali e coefficiente 86%: il vero punto critico
Con coefficiente dell’86%, il regime presume costi pari soltanto al 14% dei ricavi. Ma un lavoro può richiedere tubazioni, raccordi, sanitari, rubinetteria, valvole, pompe, componenti e minuteria per importi molto superiori.
Quando il materiale pesa molto sulla commessa, il prezzo deve distinguere chiaramente fornitura, manodopera e altri servizi. Il margine va misurato sul costo reale sostenuto, non sul reddito fiscale forfettario.
Esempio: 50.000 euro di ricavi e 18.000 euro di costi reali
Con 50.000 euro di ricavi, il coefficiente dell’86% presume costi per soli 7.000 euro. Se materiali, furgone, carburante, assicurazioni, attrezzature e subappalti costano invece 18.000 euro, l’incidenza reale raggiunge il 36%.
In una situazione simile il regime ordinario merita una simulazione completa, anche per valutare l’IVA detraibile sugli acquisti.
Ricerca perdite e diagnostica
Una parte del valore dell’intervento può derivare dalla diagnosi prima ancora della riparazione: ricerca perdite, videoispezioni, prove di tenuta, strumenti acustici o termografici e verifiche sull’impianto richiedono tempo e attrezzature specifiche.
È utile valorizzare separatamente la fase diagnostica, soprattutto quando il guasto non è visibile e l’intervento richiede più accessi o strumenti dedicati. In caso contrario il costo della diagnosi rischia di essere assorbito interamente nella sola manodopera di riparazione.
Pronto intervento e diritto di chiamata
Perdite, allagamenti, scarichi ostruiti e guasti urgenti possono richiedere interventi serali, festivi o con tempi di spostamento elevati.
Un diritto di chiamata separato può coprire reperibilità, viaggio, diagnosi iniziale e tempo improduttivo. Senza questa voce, piccoli interventi urgenti possono avere margini molto bassi nonostante una tariffa oraria apparentemente adeguata.
Manutenzioni programmate e clienti ricorrenti
Condomìni, negozi, strutture ricettive e imprese possono generare manutenzioni ricorrenti. Accordi periodici rendono il fatturato più stabile rispetto ai soli interventi occasionali.
Nel preventivo vanno definiti numero di uscite, materiali inclusi, chiamate extra, tempi di intervento e reperibilità.
Materiali acquistati dall’idraulico o forniti dal cliente
Il margine cambia molto se sanitari, rubinetteria, caldaie, pompe o altri componenti vengono acquistati dall’idraulico oppure direttamente dal cliente. Nel primo caso l’impresa anticipa liquidità, gestisce ordini, trasporto, eventuali resi e responsabilità sulla fornitura.
Quando il cliente acquista direttamente il materiale, l’idraulico fattura soprattutto posa e lavorazione; quando invece fornisce anche i componenti, il prezzo deve coprire non solo il costo di acquisto ma anche gestione, rischio e capitale immobilizzato. Nel forfettario questa differenza economica non viene ricostruita analiticamente dal fisco.
Subappalti e collaborazioni
Su lavori complessi l’idraulico può collaborare con elettricisti, muratori, frigoristi o altre imprese. Nel forfettario il costo del subappalto non riduce analiticamente il reddito fiscale.
Per questo è importante stimare il margine della commessa prima di accettare il lavoro, soprattutto quando una quota rilevante viene affidata a terzi.
Furgone, carburante e attrezzature
Furgone, carburante, assicurazione, manutenzione, parcheggi, utensili, pressatrici, pompe, cercaperdite e strumenti di misura sono costi strutturali dell’attività.
Nel forfettario non vengono dedotti singolarmente. Devono quindi essere recuperati attraverso prezzi e tariffe coerenti con i costi reali.
INAIL e sicurezza
Lavori su impianti, utensili, sollevamento di carichi e attività in cantiere rendono centrale la sicurezza. L’idraulico artigiano deve verificare la posizione INAIL e gli obblighi applicabili.
DPI, formazione, manutenzione degli strumenti e assicurazioni sono costi reali che non riducono analiticamente il reddito forfettario.
Cantieri e patente a crediti
Se l’idraulico opera fisicamente in cantieri temporanei o mobili, va verificato l’obbligo della patente a crediti secondo la disciplina vigente e le eventuali esclusioni applicabili.
La semplice fornitura di materiale va distinta dall’attività effettivamente svolta in cantiere.
Acconti, SAL e principio di cassa
Per ristrutturazioni e impianti più complessi è normale prevedere acconto, stato avanzamento lavori e saldo. Nel forfettario rilevano le somme effettivamente incassate nell’anno.
Chiedere un acconto prima dell’acquisto dei materiali riduce l’esposizione finanziaria e rende più semplice finanziare la commessa senza utilizzare liquidità propria.
Controlli periodici consigliati
- ricavi incassati;
- reddito forfettario all’86%;
- INPS Artigiani dovuto;
- imposta sostitutiva 5%/15%;
- materiali acquistati;
- margine per commessa;
- subappalti e collaborazioni;
- furgone e attrezzature;
- INAIL, sicurezza e cantieri;
- convenienza aggiornata tra forfettario e ordinario.
Errori da evitare nel calcolo delle tasse
- applicare il 15% direttamente ai ricavi;
- dimenticare il coefficiente dell’86%;
- ignorare il minimale INPS Artigiani;
- considerare automatica la riduzione INPS del 35%;
- usare 43.22.05 anche quando prevalgono gas o climatizzazione;
- ignorare i requisiti del D.M. 37/2008;
- considerare sufficienti il 14% di costi presunti senza confrontarlo con materiali e subappalti reali;
- scegliere il forfettario senza simulare il regime ordinario quando i costi sono elevati.
Domande frequenti
Si applica il coefficiente dell’86% ai ricavi, si calcolano e deducono i contributi INPS Artigiani e sulla base residua si applica il 15% o il 5% quando spettante.
Nell’esempio il reddito forfettario è 43.000 euro, i contributi INPS circa 10.327 euro e l’imposta circa 4.901 euro al 15% o 1.634 euro al 5%.
Per ATECO 43.22.05 il coefficiente di redditività è dell’86%.
L’idraulico artigiano applica normalmente il 24%, con minimale di reddito 18.808 euro e contributo minimo annuo di circa 4.521,36 euro, prima di eventuali agevolazioni.
Sì. Gli impianti idrici e sanitari rientrano nella lettera D; per riscaldamento e climatizzazione rileva la lettera C e per il gas la lettera E.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.
