Partita IVA da fattorino/rider: conviene a 7,50 euro l’ora?
Aprire Partita IVA per lavorare come fattorino conviene? Se vieni pagato 7,50 euro l’ora e lavori davvero 6-8 ore al giorno con continuità, la risposta non dipende dalla soglia dei 5.000 euro: devi confrontare fatturato annuo, contributi, imposte e costi reali di bici/scooter/auto. A quella tariffa la Partita IVA può essere sostenibile solo se l’inquadramento previdenziale è corretto e i costi operativi restano bassi.
Facciamo subito un ordine di grandezza. Con 22 giorni lavorati al mese, 7,50 euro l’ora producono circa 990 euro al mese lavorando 6 ore al giorno e circa 1.320 euro al mese lavorando 8 ore: in un anno parliamo indicativamente di 11.880-15.840 euro di compensi, prima di contributi, imposte, carburante, manutenzione, assicurazione e tempi non pagati.
Partita IVA da fattorino: quando diventa necessaria
Il punto principale non è superare o meno 5.000 euro. L’INPS chiarisce che, nel lavoro autonomo occasionale, i primi 5.000 euro annui rappresentano una franchigia contributiva per la Gestione Separata. Non sono però una soglia generale che autorizza a lavorare abitualmente senza Partita IVA.
Se le consegne diventano abituali, organizzate e continuative — per esempio lavori quasi ogni giorno, accedi regolarmente a una piattaforma o collabori in modo stabile con negozi e ristoranti — devi valutare l’apertura della Partita IVA anche se non hai ancora raggiunto 5.000 euro.
Il codice ATECO 2025 più specifico per rider e fattorino
Con la classificazione ATECO 2025, il riferimento più specifico per chi svolge consegne è 53.20.00 – Altre attività postali e di corriere. Le note ufficiali ISTAT includono espressamente ritiro, trasporto e consegna di pacchi, servizi pony express e consegna a domicilio, compresa quella di cibo.
Per questo non userei come scelta predefinita il generico 82.99.99 soltanto per ottenere un inquadramento previdenziale apparentemente più conveniente. Il codice deve descrivere ciò che fai davvero. La guida RF sul codice ATECO rider approfondisce i casi particolari.
Gestione Separata o Commercianti: non scegliere in base a quale costa meno
È qui che le guide online spesso divergono. Alcune trattano il rider come libero professionista in Gestione Separata; altre collegano il codice da corriere a un’attività d’impresa con iscrizione camerale e contribuzione fissa. La soluzione corretta non è scegliere l’opzione più economica, ma verificare come è organizzato concretamente il lavoro.
- se svolgi personalmente una prestazione autonoma, senza una vera organizzazione d’impresa, va verificato l’inquadramento come lavoratore autonomo e la Gestione Separata;
- se organizzi una vera attività di consegne/corriere come impresa, con struttura, mezzi e organizzazione imprenditoriale, possono entrare in gioco Registro Imprese e gestione previdenziale dell’impresa;
- non è corretto scegliere 82.99.99 solo per evitare i contributi minimi se nei fatti svolgi attività di consegna classificata in 53.20.00.
Questa verifica incide moltissimo sulla convenienza, perché una gestione con contributi minimi fissi pesa in modo molto diverso da una contribuzione calcolata sul reddito.
Quanto fatturi a 7,50 euro l’ora
| Ore al giorno | 22 giorni/mese | 12 mesi |
|---|---|---|
| 6 ore | 990 € | 11.880 € |
| 7 ore | 1.155 € | 13.860 € |
| 8 ore | 1.320 € | 15.840 € |
Questi sono ricavi teorici, non il netto. Inoltre presuppongono 22 giornate realmente pagate ogni mese per dodici mesi: ferie, malattia, giornate senza consegne e tempi di attesa possono abbassare il fatturato reale.
Scenario 1: se l’attività viene inquadrata in Gestione Separata
Se nel tuo caso concreto l’attività viene correttamente trattata come lavoro autonomo professionale senza altra cassa, la contribuzione segue le regole della Gestione Separata e non c’è il normale contributo minimo fisso annuo di Artigiani e Commercianti.
Con un coefficiente di redditività del 67%, 11.880 euro di compensi producono un reddito forfettario lordo di circa 7.960 euro; con 15.840 euro di compensi il reddito forfettario lordo è circa 10.613 euro. Su questa base si calcolano i contributi, e dopo la deduzione dei contributi obbligatori si calcola l’imposta sostitutiva del 5% o 15% se spettante.
A questi importi devi però sottrarre anche costi che il forfettario non deduce analiticamente: carburante o ricarica, manutenzione, gomme, assicurazione, telefono, eventuale noleggio del mezzo e commercialista.
Scenario 2: se sei inquadrato come impresa di consegne
Se invece l’attività assume una vera struttura d’impresa e scatta l’iscrizione a una gestione con contribuzione minima, una tariffa di 7,50 euro l’ora diventa molto più difficile da sostenere. Un contributo fisso di alcune migliaia di euro l’anno può assorbire una parte rilevante di un fatturato di 12-16 mila euro.
Per questo non è sensato aprire prima la Partita IVA e verificare dopo la previdenza: la convenienza economica cambia completamente in base all’inquadramento.
Il vero problema a 7,50 euro l’ora sono anche i costi del mezzo
Per un rider il fatturato non coincide con il guadagno reale. Se utilizzi bici elettrica, scooter o auto devi considerare almeno:
- carburante o energia;
- manutenzione ordinaria e straordinaria;
- pneumatici, freni e ricambi;
- assicurazione e possibile uso professionale del mezzo;
- ammortamento o noleggio;
- telefono e connessione dati;
- attrezzatura e abbigliamento;
- tempo di attesa tra una consegna e l’altra;
- giorni senza lavoro, ferie e malattia non retribuite.
Nel regime forfettario questi costi non vengono sottratti uno per uno dal reddito fiscale. È quindi essenziale confrontare il netto economico reale, non soltanto l’aliquota fiscale.
Partita IVA rider o prestazione occasionale: cosa cambia davvero
La prestazione occasionale ha senso soltanto se le consegne sono realmente sporadiche e prive di abitualità. L’INPS precisa che superati 5.000 euro di reddito annuo da lavoro autonomo occasionale scatta l’obbligo contributivo alla Gestione Separata sulla parte eccedente, ma questo non significa che sotto 5.000 euro ogni attività possa essere trattata come occasionale.
Nel caso della domanda originale — 6-8 ore al giorno — la continuità dell’attività è il primo elemento da verificare: un impegno quotidiano o quasi quotidiano è difficilmente compatibile con l’idea di una prestazione meramente episodica.
Quando aprire Partita IVA da rider può convenire
- l’attività è davvero autonoma e continuativa;
- la tariffa o il compenso per consegna consentono un margine sufficiente;
- hai più clienti o piattaforme e non dipendi economicamente da un unico committente;
- i costi del mezzo sono bassi e prevedibili;
- l’inquadramento previdenziale è stato verificato prima dell’apertura;
- puoi applicare il forfettario e, se ne ricorrono le condizioni, il 5% iniziale;
- il compenso remunera anche ferie, malattia, attese e costi amministrativi.
Quando a 7,50 euro l’ora può non convenire
- devi sostenere costi elevati per scooter o auto;
- molte ore di disponibilità non vengono pagate;
- la contribuzione fissa incide pesantemente sul fatturato;
- la piattaforma stabilisce di fatto orari, modalità e organizzazione come in un rapporto poco autonomo;
- il compenso di 7,50 euro è lordo e non prevede rimborsi per mezzo, carburante o manutenzione;
- non hai continuità di lavoro sufficiente per coprire i costi annuali.
Prima di aprire: fai questi 6 controlli
- calcola il fatturato realistico su 12 mesi, non solo la tariffa oraria;
- verifica se il lavoro è occasionale o abituale;
- usa il codice ATECO che descrive davvero le consegne;
- fai verificare l’inquadramento previdenziale concreto;
- stima tutti i costi del mezzo e i tempi non pagati;
- confronta il netto finale con un lavoro dipendente o con una tariffa oraria più alta.
Domande frequenti
Superando 5.000 euro devo aprire automaticamente Partita IVA?
No. I 5.000 euro sono una soglia contributiva del lavoro autonomo occasionale, non la soglia fiscale generale della Partita IVA. L’obbligo di aprirla dipende soprattutto dall’abitualità dell’attività.
Qual è il codice ATECO del rider nel 2026?
Per le vere attività di consegna a domicilio il codice specifico da cui partire è 53.20.00, che ATECO 2025 include tra le attività postali e di corriere e comprende anche la consegna a domicilio di cibo.
A 7,50 euro l’ora conviene il forfettario?
Non si può dirlo guardando solo l’imposta. A circa 12-16 mila euro di ricavi annui, previdenza e costi del mezzo incidono molto: serve calcolare il netto reale prima di aprire.
Posso scegliere 82.99.99 per pagare meno INPS?
Non dovresti scegliere un codice generico soltanto per ottenere una gestione previdenziale più conveniente. Il codice ATECO deve descrivere l’attività effettivamente svolta.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.