Partita IVA marketing digitale: ATECO, INPS e obblighi 2026
Aprire Partita IVA nel marketing e nella comunicazione digitale nel 2026 richiede prima di tutto di scegliere il codice ATECO in base al servizio che vendi davvero. Per ideazione e pianificazione di campagne pubblicitarie il riferimento tipico è 73.11.01; per conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari è 73.11.02; per pubbliche relazioni e comunicazione d’impresa può essere più coerente 73.30.09. Se svolgi influencer marketing come servizio specifico, ATECO 2025 prevede anche 73.11.03.
Il codice, però, non decide da solo se sei “professionista” o “impresa”. Questa è una delle semplificazioni da evitare: puoi svolgere attività di marketing come prestazione personale e intellettuale oppure organizzare una vera attività d’impresa con mezzi, collaboratori e struttura. Da questa differenza cambiano soprattutto Camera di Commercio e previdenza.
Marketing digitale: quale ATECO usare nel 2026
Le note ufficiali ATECO 2025 dell’ISTAT distinguono con maggiore precisione le diverse attività di pubblicità, marketing e comunicazione.
| Attività prevalente | ATECO da valutare |
|---|---|
| Ideazione, strategia e pianificazione di campagne pubblicitarie | 73.11.01 |
| Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari | 73.11.02 |
| Influencer marketing come servizio | 73.11.03 |
| Pubbliche relazioni e comunicazione d’impresa | 73.30.09 |
| Grafica e comunicazione visiva | 74.12.09 |
73.11.01: ideazione e pianificazione di campagne
Il codice 73.11.01 comprende consulenza creativa, ideazione dei messaggi pubblicitari, pianificazione e organizzazione delle campagne, strategia di diffusione e pianificazione di campagne di social media marketing.
È quindi il codice da valutare se il tuo lavoro consiste soprattutto nel pensare la strategia, progettare campagne, definire messaggi, target e canali, senza una struttura d’agenzia che gestisce operativamente l’intera macchina pubblicitaria.
73.11.02: conduzione di campagne e marketing operativo
Il codice 73.11.02 comprende la gestione dell’andamento delle campagne, promozione di prodotti, merchandising, direct marketing, marketing nei punti vendita e altri servizi pubblicitari operativi.
È più coerente quando il tuo servizio non si ferma alla strategia ma comprende esecuzione e gestione delle campagne, coordinamento operativo e attività promozionali continuative.
73.30.09: quando fai comunicazione e PR, non advertising
Se lavori soprattutto su comunicazione d’impresa, comunicazione istituzionale, relazioni pubbliche, comunicazione sociale o supporto operativo alla comunicazione aziendale, il codice 73.30.09 – Pubbliche relazioni e comunicazione n.c.a. può essere più preciso.
Questo evita di usare un codice pubblicitario quando in realtà non progetti né conduci campagne adv.
Influencer marketing e content creation non sono la stessa cosa
ATECO 2025 ha introdotto 73.11.03 per le attività di influencer marketing. Ma non significa che ogni creator o influencer debba usare questo codice.
Se vendi un servizio di influencer marketing a brand o clienti, 73.11.03 può essere coerente. Se invece la tua attività principale è creare e pubblicare contenuti propri, possono essere più appropriati i codici dedicati ai content creator, video creator o attività editoriali.
La guida RF sul codice ATECO dei content creator approfondisce questa distinzione.
Professionista o impresa: non lo decide il codice da solo
La vecchia versione di questa pagina associava automaticamente 73.11.01 alla Gestione Separata e 73.11.02 a Camera di Commercio e Gestione Commercianti. È una regola troppo rigida.
Conta il modo concreto in cui organizzi l’attività.
- prestazione personale e intellettuale: lavori da solo, vendi strategia, consulenza, creatività e gestione personale del progetto;
- attività organizzata come impresa: coordini collaboratori, mezzi, budget, acquisto di servizi, produzione, distribuzione e una struttura stabile di agenzia.
Nel primo scenario può essere coerente la libera professione e la Gestione Separata. Nel secondo può essere necessario l’inquadramento come impresa con Registro Imprese e Gestione Commercianti. Non scegliere l’una o l’altra forma solo in base al costo previdenziale.
Gestione Separata INPS nel caso professionale
Se operi come libero professionista senza cassa autonoma, la previdenza tipica è la Gestione Separata INPS.
Nel 2026 l’aliquota ordinaria del professionista non pensionato e non assicurato altrove è del 26,07%. Se sei pensionato o già coperto da un’altra previdenza obbligatoria, nei casi previsti l’aliquota è del 24%.
Se sei impresa: Camera di Commercio e INPS Commercianti
Se l’attività assume una struttura imprenditoriale vera e propria, possono entrare in gioco Comunicazione Unica, Registro Imprese e Gestione Commercianti INPS.
In questo caso la contribuzione è diversa dalla Gestione Separata perché può prevedere contributi minimi annuali e una quota percentuale oltre il minimale. Per i forfettari può inoltre essere disponibile, se spettante, la riduzione contributiva del 35%.
Coefficiente di redditività: normalmente 78%
Le attività professionali di marketing, pubblicità e comunicazione di questa area rientrano normalmente nel coefficiente di redditività del 78%.
Con 30.000 euro di compensi:
30.000 × 78% = 23.400 euro
Il 22% restante rappresenta i costi riconosciuti forfettariamente. Le spese reali per software, advertising, collaboratori, grafici, tool, coworking o trasferte non si deducono una per una nel forfettario.
Il vecchio esempio di calcolo era troppo alto
La vecchia pagina calcolava prima l’imposta del 15% su 23.400 euro e poi aggiungeva i contributi INPS. Ma nel forfettario i contributi previdenziali obbligatori deducibili riducono la base dell’imposta sostitutiva.
In una simulazione professionale a regime con Gestione Separata 26,07%:
| Passaggio | Importo |
|---|---|
| Compensi | 30.000 € |
| Reddito 78% | 23.400 € |
| INPS indicativo 26,07% | 6.100,38 € |
| Base fiscale dopo INPS | 17.299,62 € |
| Imposta 5% | 864,98 € |
| Imposta 15% | 2.594,94 € |
La dichiarazione reale dipende dai contributi effettivamente deducibili nel periodo, ma questa formula rappresenta meglio la logica del regime.
Apertura Partita IVA: cosa devi fare
- definisci il servizio prevalente;
- scegli il codice ATECO coerente;
- verifica requisiti e cause di esclusione del forfettario;
- presenta AA9/12 se operi come professionista;
- se operi come impresa, gestisci Comunicazione Unica e iscrizioni camerali;
- apri la posizione previdenziale corretta;
- attiva fatturazione elettronica;
- predisponi contratto e preventivo;
- organizza privacy e gestione dati;
- accantona liquidità per imposta e contributi.
Fatturazione elettronica e bollo
Nel 2026 il forfettario emette normalmente fattura elettronica tramite SdI. Sulle fatture senza IVA superiori a 77,47 euro va verificata l’imposta di bollo da 2 euro.
La descrizione in fattura deve essere coerente con ciò che vendi: strategia marketing, gestione campagne, comunicazione aziendale, consulenza PR o altri servizi.
Clienti UE ed extra UE: controlla VIES e territorialità
Nel marketing digitale è frequente lavorare con aziende estere e acquistare servizi da Google, Meta, software SaaS o piattaforme con sede fuori Italia.
Se il tuo lavoro è soprattutto gestione dei social, piano editoriale, community e strategia organica senza vera attività pubblicitaria, valuta con attenzione se il codice advertising sia davvero quello più preciso. RF tratta separatamente anche il caso del social media marketer, così da evitare di sovrapporre intenti e attività differenti.
Devi quindi verificare:
- VIES per operazioni intracomunitarie quando necessario;
- territorialità dei servizi B2B;
- reverse charge;
- documenti TD17/TD18/TD19 per acquisti esteri nei casi previsti;
- fatture a clienti extra UE;
- commissioni e servizi acquistati da piattaforme estere.
Se gestisci budget advertising dei clienti
Se oltre alla consulenza gestisci direttamente budget pubblicitari, devi distinguere con precisione il tuo compenso dalle somme destinate alle piattaforme pubblicitarie.
La soluzione più semplice è spesso fare in modo che il cliente paghi direttamente Meta, Google o altri fornitori e che tu fatturi separatamente la tua fee di gestione. Se invece incassi tu somme destinate a terzi, contratti e documentazione devono chiarire chi è il reale acquirente del servizio pubblicitario e come vengono gestite le anticipazioni.
Contratto: cosa chiarire prima di iniziare
- obiettivi e KPI;
- canali gestiti;
- budget advertising;
- fee e tempi di pagamento;
- contenuti inclusi;
- accessi agli account pubblicitari;
- proprietà dei materiali creativi;
- durata e recesso;
- responsabilità sui risultati;
- trattamento dei dati e account del cliente.
Quando il forfettario può diventare poco conveniente
Il coefficiente del 78% presume soltanto il 22% di costi. Se per lavorare sostieni molte spese reali — collaboratori, produzione contenuti, software, adv anticipata, ufficio, shooting, video e fornitori — il forfettario può diventare meno conveniente dell’ordinario anche prima di essere obbligato a uscirne.
La convenienza va quindi misurata sul margine reale, non solo sull’aliquota del 5% o 15%.
Checklist dei primi 30 giorni
- mappa i servizi reali;
- scegli ATECO 73.11.01, 73.11.02, 73.30.09 o altro codice coerente;
- verifica se operi come professionista o impresa;
- apri Partita IVA;
- attiva previdenza;
- configura fatturazione elettronica;
- verifica VIES se lavorerai con clienti UE;
- predisponi contratto standard;
- organizza accessi e privacy;
- separa fee e budget pubblicitari;
- crea un fondo tasse/contributi.
Errori da evitare
- scegliere 73.11.01 solo per ottenere Gestione Separata;
- considerare 73.11.02 automaticamente impresa;
- usare un codice advertising per semplice comunicazione aziendale;
- confondere content creator e influencer marketing;
- calcolare il 15% prima di dedurre i contributi previdenziali;
- ignorare clienti e fornitori esteri;
- mescolare fee e budget advertising senza documentazione;
- non confrontare i costi reali con il 22% forfettario.
Domande frequenti
Qual è il codice ATECO per marketing digitale?
Dipende dal servizio: 73.11.01 per ideazione e pianificazione campagne, 73.11.02 per conduzione di campagne e servizi pubblicitari, 73.30.09 per PR e comunicazione.
73.11.02 significa automaticamente Gestione Commercianti?
No. La previdenza dipende anche da come l’attività è organizzata: professione personale o vera attività d’impresa.
Il coefficiente di redditività è 78%?
Per le normali attività professionali di marketing e comunicazione di questa area, normalmente sì.
Serve la Camera di Commercio?
Non necessariamente per una prestazione professionale personale. Può diventare necessaria se l’attività è organizzata come impresa.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.