Dropshipping: chi fattura il cliente e quando sei venditore o intermediario
Nel dropshipping la domanda più importante non è “quale Partita IVA conviene?”, ma chi è davvero il venditore verso il cliente finale. Se il cliente compra dal tuo sito, paga te, riceve da te conferma d’ordine e condizioni di vendita e il fornitore si limita a spedire il prodotto, sei normalmente tu il venditore. Se invece il cliente conclude il contratto direttamente con il fornitore e tu ricevi soltanto una commissione per aver facilitato la vendita, svolgi un’attività di intermediazione.
Questa distinzione cambia molto: codice ATECO, fatturazione o corrispettivi, responsabilità verso il consumatore, gestione dei resi, IVA e inquadramento previdenziale. Nel 2026, con ATECO 2025, non esiste più un codice generale “e-commerce” basato sul fatto che vendi via Internet: se sei commerciante il codice dipende soprattutto dal prodotto venduto; se sei intermediario esistono invece specifici codici della classe 47.9.
Dropshipping: sei venditore o intermediario?
- Se il cliente compra da te e tu incassi il prezzo totale, normalmente sei il venditore.
- Il fornitore può spedire direttamente senza diventare per questo il venditore verso il cliente finale.
- Se il fornitore vende direttamente al cliente e tu incassi solo una commissione, puoi essere un intermediario.
- Il fatto di non avere magazzino non trasforma automaticamente il commercio in intermediazione.
- Nel dropshipping “classico” il negozio online resta responsabile verso il consumatore.
- ATECO 2025 distingue il commercio al dettaglio per prodotto e separa le attività di intermediazione nella classe 47.9.
Caso 1: il cliente paga il tuo e-commerce
Immagina di avere un sito Shopify. Il cliente sceglie un prodotto, accetta le tue condizioni di vendita, paga 100 euro a te e riceve una conferma d’ordine con i dati della tua impresa. Tu inoltri l’ordine al fornitore e paghi a quest’ultimo 60 euro. Il fornitore spedisce direttamente il pacco al cliente.
Questa è la struttura tipica del dropshipping commerciale: sei tu il venditore, anche se non tocchi fisicamente il prodotto. Il fornitore svolge per te la funzione di approvvigionamento e spedizione.
Caso 2: il fornitore vende e tu prendi una commissione
La situazione è diversa se il cliente viene indirizzato al fornitore, conclude il contratto direttamente con lui, paga lui e riceve da lui il documento di vendita. Tu ricevi, per esempio, 10 euro di commissione per ogni ordine generato.
Qui non stai necessariamente facendo commercio al dettaglio in proprio. Puoi svolgere una vera attività di intermediazione o affiliazione, e il tuo ricavo non è il prezzo completo del prodotto ma la commissione riconosciuta per il servizio.
Chi fattura il cliente nel dropshipping?
La risposta segue il contratto di vendita. Se sei tu il venditore verso il consumatore, il fatto che il fornitore spedisca direttamente non sostituisce i tuoi obblighi fiscali e commerciali verso il cliente.
Il fornitore documenta il rapporto economico con te secondo le regole applicabili; tu gestisci la vendita al cliente finale secondo la disciplina propria dell’e-commerce. Nei rapporti internazionali la struttura IVA può essere più complessa, soprattutto con fornitori UE o extra-UE, e non va ridotta alla semplice frase “fattura il fornitore”.
Chi è responsabile per resi, recesso e prodotto difettoso?
Se il contratto di vendita è tra il tuo negozio e il consumatore, sei tu il professionista con cui il cliente ha concluso l’acquisto. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ricorda che nelle vendite a distanza il professionista deve fornire le informazioni precontrattuali, rispettare il diritto di recesso e adempiere agli obblighi di consegna.
Il fornitore che spedisce il pacco non diventa automaticamente il soggetto a cui il cliente deve rivolgersi per ogni problema. Nel dropshipping commerciale devi quindi organizzare resi, rimborsi, garanzia e assistenza come un vero venditore online.
Il cliente può essere mandato direttamente dal fornitore per il reso?
Puoi organizzare contrattualmente la logistica dei resi con il fornitore, ma verso il consumatore devi rispettare le regole del commercio a distanza. Se il cliente esercita il diritto di recesso, il venditore resta responsabile della gestione del rimborso nei termini previsti.
Per approfondire puoi leggere anche la guida su resi e diritto di recesso nell’e-commerce.
ATECO 2025 se sei il venditore
ATECO 2025 ha eliminato il vecchio automatismo che identificava l’e-commerce con un codice dedicato al canale Internet. Oggi il commercio al dettaglio viene classificato principalmente in base ai prodotti venduti.
Se quindi sei un dropshipper che vende realmente beni ai clienti finali, devi individuare il codice di commercio al dettaglio coerente con la categoria merceologica: abbigliamento, cosmetici, elettronica, articoli per la casa, prodotti alimentari e così via.
ATECO 2025 se sei soltanto intermediario
La classificazione ATECO 2025 dedica la classe 47.9 ai servizi di intermediazione per il commercio al dettaglio. ISTAT specifica che queste attività facilitano le transazioni tra acquirenti e venditori a fronte di una commissione, senza fornire né assumere la proprietà dei beni oggetto dell’intermediazione.
Per l’intermediazione non specializzata di prodotti nuovi esiste, per esempio, il codice 47.91.20. Per attività specializzate bisogna invece verificare i codici della classe 47.92. Non va scelto un codice di intermediazione solo perché il fornitore spedisce direttamente: serve che il tuo ruolo economico sia davvero quello dell’intermediario.
Il vecchio 47.91.10 non è il codice del dropshipping
Nel nuovo ATECO 2025 il codice 47.91.10 indica l’intermediazione al dettaglio non specializzata di articoli di seconda mano. Non è quindi corretto usarlo come codice universale per dropshipping o e-commerce.
Questo errore è particolarmente pericoloso perché può portare a impostare male Camera di Commercio, INPS e dichiarazioni. Prima di aprire la posizione bisogna partire dal modello contrattuale e dai prodotti effettivamente venduti.
Venditore o intermediario: cambia anche il ricavo
Se sei venditore, il ricavo commerciale è normalmente il prezzo della vendita al cliente, non soltanto il margine che ti resta dopo aver pagato il fornitore. Questo punto è decisivo nel regime forfettario, perché i costi reali di acquisto, advertising, commissioni e resi non vengono dedotti analiticamente.
Se sei un vero intermediario, invece, il tuo compenso può essere rappresentato dalla sola commissione spettante per aver facilitato la transazione. Non puoi scegliere tra le due impostazioni in base a quella fiscalmente più conveniente: deve corrispondere al rapporto contrattuale reale.
Perché questo cambia la convenienza del forfettario
Nel dropshipping commerciale i margini possono essere bassi perché il venditore sostiene costo del prodotto, advertising, commissioni dei pagamenti, rimborsi e assistenza. Il regime forfettario non deduce questi costi uno per uno.
Per questo la scelta tra forfettario e ordinario va fatta sui numeri reali del modello di vendita. Per il confronto fiscale specifico puoi leggere dropshipping: forfettario o ordinario.
Dropshipping extra-UE: essere venditore comporta altri obblighi
Se il fornitore spedisce da Cina, Regno Unito o altri Paesi extra-UE direttamente al consumatore, bisogna verificare anche importazione, IVA, eventuale IOSS, dazi e informativa sui costi.
Il fatto che la merce non transiti dal tuo magazzino non elimina automaticamente gli obblighi legati alla vendita. La struttura fiscale dipende da flusso dei beni, valore delle spedizioni, Paesi coinvolti e soggetto che effettua l’importazione.
Esempio pratico: negozio Shopify con fornitore cinese
Hai un sito italiano, scegli i prezzi, incassi dal cliente con Stripe e ordini il prodotto al fornitore cinese, che spedisce direttamente. Il cliente vede la tua impresa come venditore e accetta le tue condizioni.
Questa struttura è normalmente commercio in dropshipping. Devi scegliere l’ATECO in base ai prodotti venduti, gestire l’e-commerce come attività commerciale e verificare la corretta gestione IVA e doganale delle spedizioni.
Esempio pratico: portale che prende una commissione
Gestisci un sito che mette in contatto clienti e diversi fornitori. Il cliente conclude l’acquisto con il fornitore, il fornitore incassa il prezzo e tu ricevi il 12% della vendita.
Qui il modello è molto più vicino all’intermediazione. L’ATECO va individuato tra quelli dedicati agli intermediari del commercio al dettaglio, verificando se l’attività è specializzata o non specializzata e quali prodotti vengono intermediati.
Non basta chiamarlo “dropshipping” nel contratto
Il nome commerciale del modello non decide l’inquadramento. Bisogna guardare a chi stabilisce il prezzo, chi incassa, chi compare nelle condizioni di vendita, chi assume l’obbligo di consegna, chi gestisce il recesso e chi risponde in caso di prodotto non conforme.
Due siti che entrambi si definiscono “dropshipping” possono quindi avere una natura fiscale e commerciale diversa.
Checklist: capire se sei venditore o intermediario
- Chi compare come venditore nelle condizioni del sito?
- Chi decide il prezzo finale?
- Chi incassa il pagamento del cliente?
- Chi emette il documento fiscale o registra il corrispettivo della vendita?
- Chi gestisce recesso, rimborsi e garanzia?
- Chi risponde se il prodotto non arriva o è difettoso?
- Il fornitore vende a te oppure direttamente al cliente?
- Il tuo guadagno è il margine sulla rivendita o una commissione?
- Assumi il rischio commerciale dell’operazione?
- I tuoi contratti e il sito descrivono coerentemente questo modello?
Da dove partire prima di aprire la Partita IVA
Prima di scegliere ATECO e regime fiscale prepara uno schema semplice dei flussi: cliente → pagamento → ordine → fornitore → spedizione → reso. A fianco indica chi emette ogni documento e chi resta obbligato verso il consumatore.
Solo dopo questa verifica ha senso decidere se la tua attività è commercio, intermediazione o un modello diverso. Per il quadro generale sull’apertura puoi consultare anche Dropshipping e Partita IVA: ATECO, forfettario, INPS e costi.
Fonti ufficiali
- ISTAT — ATECO 2025
- MIMIT — vendite a distanza e obblighi del professionista
- Your Europe — e-commerce B2C e diritto di recesso
In sintesi: nel dropshipping puoi essere venditore oppure intermediario. Se il cliente compra dal tuo negozio e paga te, normalmente resti venditore anche se il fornitore spedisce direttamente. Se il cliente compra dal fornitore e tu ricevi soltanto una commissione, puoi essere intermediario. Questa distinzione viene prima della scelta di ATECO, regime fiscale e INPS.
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