Sistema di Interscambio (SdI): a cosa serve nelle fatture elettroniche
Lo SdI, Sistema di Interscambio, è la piattaforma dell’Agenzia delle Entrate attraverso cui transitano le fatture elettroniche. Riceve il file XML, esegue controlli formali, lo recapita al destinatario quando possibile e restituisce al mittente le ricevute che certificano l’esito della trasmissione.
È importante distinguere lo SdI dal cosiddetto “codice SDI”: nel linguaggio comune questa espressione indica il codice destinatario di 7 caratteri, cioè l’indirizzo telematico di un canale di ricezione. Il Sistema di Interscambio è invece l’infrastruttura che controlla e smista le fatture.
A cosa serve lo SdI nella fatturazione elettronica
Lo SdI svolge quattro funzioni operative principali: riceve il file XML dal soggetto che lo trasmette, controlla alcuni dati e la struttura del file, recapita la fattura all’indirizzo telematico del cliente e restituisce una ricevuta con l’esito della trasmissione.
L’Agenzia delle Entrate descrive lo SdI come una sorta di “postino” digitale. La differenza rispetto a un semplice servizio di posta è però decisiva: prima della consegna il Sistema esegue controlli automatici e può scartare il file se non rispetta i requisiti previsti.
SdI e codice destinatario non sono la stessa cosa
Il Sistema di Interscambio è la piattaforma. Il codice destinatario è invece uno dei dati utilizzati dallo SdI per capire verso quale canale telematico recapitare la fattura. Il codice è normalmente formato da 7 caratteri alfanumerici e può essere condiviso da molti clienti dello stesso intermediario o software.
Se stai cercando dove trovare il codice, quando usare 0000000, XXXXXXX o la PEC, consulta la guida specifica sul codice SDI o codice destinatario. Questa pagina resta invece focalizzata sul funzionamento del Sistema di Interscambio.
Quali controlli fa lo SdI prima di accettare una fattura
Quando riceve il file XML, lo SdI controlla anzitutto che siano presenti le informazioni minime richieste dalla normativa: dati del fornitore e del cliente, numero e data della fattura, descrizione dell’operazione, imponibile, aliquota e IVA quando dovuti.
Verifica inoltre l’esistenza in Anagrafe tributaria della Partita IVA del fornitore e della Partita IVA o del codice fiscale del cliente, controlla che il campo relativo al recapito telematico sia compilato e verifica alcune coerenze matematiche tra imponibile, aliquota e imposta. Controlla anche che lo stesso file non sia già stato trasmesso come duplicato.
Questi sono controlli formali e automatici: il superamento dei controlli SdI non equivale a un’approvazione fiscale nel merito dell’operazione, del costo o della deducibilità.
Fattura scartata dallo SdI: cosa significa
Se uno dei controlli non viene superato, lo SdI invia una ricevuta di scarto con un codice e una descrizione sintetica dell’errore. Una fattura scartata dallo SdI non risulta emessa: l’errore va quindi corretto e il file deve essere trasmesso nuovamente.
La gestione di numero, data, reinvio ed eventuale tardività dipende dal caso concreto. Per evitare duplicazioni con questa guida, trovi la procedura completa in fattura elettronica scartata dallo SdI: cosa fare.
Fattura non consegnata: non è la stessa cosa di una fattura scartata
Se il file supera i controlli ma lo SdI non riesce a recapitarlo all’indirizzo telematico del cliente, il Sistema può emettere una ricevuta di impossibilità di consegna. In questo caso la fattura non è scartata: il documento è stato acquisito dal Sistema ed è reso disponibile nell’area riservata del destinatario.
È una distinzione fondamentale: scarto = fattura non emessa; mancato recapito = fattura acquisita ma non consegnata al canale del cliente. Nel secondo caso il fornitore deve informare il cliente e può consegnargli anche una copia di cortesia, ricordando che l’originale resta il file elettronico.
Ricevuta di consegna: cosa certifica
Quando i controlli sono superati e la consegna avviene correttamente, lo SdI restituisce al trasmittente una ricevuta di consegna con data e ora del recapito. La ricevuta contiene inoltre elementi che identificano il file trasmesso, compreso l’identificativo assegnato dal Sistema.
Per questo, dopo l’invio, non basta guardare il PDF della fattura o lo stato mostrato genericamente dal gestionale: occorre verificare l’esito SdI. Le ricevute di scarto, consegna e impossibilità di consegna sono documenti operativi essenziali per ricostruire cosa è successo alla trasmissione.
Dove si controllano fatture ed esiti SdI
Le ricevute possono essere gestite dal software utilizzato per la fatturazione oppure consultate nel portale Fatture e Corrispettivi. L’Agenzia mette a disposizione una sezione di monitoraggio dei file trasmessi nella quale è possibile verificare gli esiti delle fatture inviate.
Se utilizzi un intermediario o un gestionale, è comunque utile sapere distinguere almeno quattro stati: file inviato, fattura scartata, fattura consegnata e fattura acquisita ma non recapitata.
A cosa serve il codice destinatario nello SdI
Il codice destinatario non “rende valida” la fattura e non identifica fiscalmente il cliente. Serve a indicare il canale telematico di recapito. L’identificazione fiscale del cliente deriva invece dalla Partita IVA o dal codice fiscale indicati nel file XML.
Se il cliente ha registrato presso l’Agenzia delle Entrate un proprio indirizzo telematico, il Sistema utilizza il recapito registrato secondo le regole previste dal servizio, riducendo il rischio che un vecchio codice comunicato al fornitore porti la fattura verso un canale non più utilizzato.
Quando si usa 0000000
Il valore 0000000 viene utilizzato nei casi previsti dalle specifiche, per esempio quando il cliente comunica una PEC anziché un codice destinatario oppure quando il destinatario è un consumatore finale. Se non esiste un canale telematico utilizzabile per la consegna, lo SdI mette comunque la fattura a disposizione del destinatario nell’area riservata e invia al trasmittente l’esito previsto.
Lo SdI serve anche ai contribuenti forfettari
Sì. Dal 2024 l’obbligo di fatturazione elettronica riguarda in via generale anche i contribuenti in regime forfettario, salvo le specifiche eccezioni previste dalla normativa. Anche il forfettario deve quindi trasmettere le fatture elettroniche attraverso il Sistema di Interscambio e controllarne gli esiti.
Essere forfettario non significa però dover possedere un codice destinatario personale. Il codice riguarda il canale di ricezione; lo SdI è invece il passaggio attraverso cui vengono trasmesse le fatture elettroniche. Per RF19, N2.2, bollo, termini e conservazione trovi il quadro completo nella guida alla fatturazione elettronica nel regime forfettario.
Esempio pratico: cosa succede dopo l’invio
- Emetti la fattura dal gestionale e generi il file XML.
- Il file viene trasmesso allo SdI.
- Lo SdI verifica struttura, dati fiscali e controlli automatici previsti.
- Se trova un errore bloccante, invia una ricevuta di scarto: devi correggere e ritrasmettere.
- Se il file supera i controlli, lo SdI tenta il recapito al destinatario.
- Se riesce, ricevi la ricevuta di consegna.
- Se non riesce a consegnare ma il file è valido, ricevi l’esito di impossibilità di consegna e il documento resta disponibile nell’area riservata del cliente.
Errori da evitare
- chiamare “codice SDI” il Sistema di Interscambio senza distinguere piattaforma e codice destinatario;
- considerare il codice destinatario come identificativo fiscale del cliente;
- confondere una ricevuta di scarto con una mancata consegna;
- ritenere emessa una fattura solo perché il gestionale ha generato il PDF;
- non controllare le ricevute dopo l’invio;
- pensare che un esito positivo SdI certifichi la correttezza fiscale sostanziale dell’operazione.
Fonti ufficiali
L’Agenzia delle Entrate descrive funzioni, controlli e ricevute dello SdI nella guida ufficiale alla fatturazione elettronica. La disciplina generale della fatturazione elettronica e della trasmissione tramite Sistema di Interscambio è contenuta nel D.Lgs. 127/2015.
Domande frequenti
Lo SdI è il Sistema di Interscambio dell’Agenzia delle Entrate: riceve i file XML delle fatture elettroniche, esegue controlli automatici, tenta il recapito e restituisce le ricevute di esito.
No. SdI è la piattaforma di interscambio; il codice destinatario di 7 caratteri identifica un canale telematico utilizzato per il recapito della fattura.
No. Se lo SdI scarta il file, la fattura non risulta emessa e deve essere corretta e ritrasmessa.
No. Lo scarto indica che il file non ha superato i controlli; l’impossibilità di consegna può riguardare una fattura valida già acquisita dallo SdI ma non recapitata al canale del cliente.
No. Il codice destinatario identifica il canale telematico di ricezione; il cliente è identificato fiscalmente dalla Partita IVA o dal codice fiscale presenti nella fattura.
Sì. I forfettari soggetti alla fatturazione elettronica trasmettono le fatture tramite SdI e devono controllarne gli esiti, ma non sono obbligati ad avere un codice destinatario personale.
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