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Ricorso contro un avviso di accertamento

Debora da Caserta – ricorso contro avviso di accertamento

In quali casi è possibile presentare ricorso contro un avviso di accertamento dell’Agenzia delle Entrate e quali sono i termini, le modalità e le alternative a disposizione del contribuente per contestare l’atto o risolvere la situazione senza arrivare al contenzioso?

Ciao Debora e grazie per la tua domanda quando è possibile fare ricorso contro un avviso di accertamento. Puoi fare ricorso contro un avviso di accertamento quando ritieni che l’atto sia infondato, contenga errori materiali o giuridici, oppure sia stato notificato in modo irregolare. Ad esempio, se i redditi contestati non corrispondono a quanto realmente percepito, se hai già regolarizzato la tua posizione con un ravvedimento operoso, o se ci sono vizi di forma (come la mancata motivazione dell’atto), hai diritto a impugnarlo.

Il ricorso va presentato entro 60 giorni dalla data di notifica dell’avviso di accertamento. Se in questo periodo interviene un tentativo di mediazione obbligatoria (per atti di valore fino a 50.000 euro), i termini vengono sospesi per 90 giorni, e il ricorso potrà essere presentato solo in caso di esito negativo della mediazione.

Il ricorso si presenta presso la Corte di Giustizia Tributaria di primo grado competente per territorio. Se l’importo contestato supera i 3.000 euro, devi essere assistito da un professionista abilitato, come un commercialista o un avvocato tributarista.

Importante ricordare

Puoi fare ricorso quando:

  • i dati riportati nell’avviso sono errati o non corrispondono alla tua situazione reale
  • l’avviso è stato notificato fuori dai termini o in modo non regolare
  • l’Agenzia delle Entrate non ha motivato adeguatamente l’accertamento
  • hai già sanato la posizione tramite ravvedimento o pagamento spontaneo
  • ritieni che l’importo richiesto non sia dovuto o sia eccessivo rispetto ai fatti contestati

In ogni caso è sempre utile valutare attentamente il contenuto dell’atto con un professionista, per capire se ci sono i presupposti per un ricorso o se conviene percorrere altre strade, come la definizione agevolata.

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Se anche tu, come Debora vuoi domandarci quando è possibile fare ricorso contro un avviso di accertamento o hai un’altra domanda da sottoporci, scrivi e vedremo di risponderti su queste pagine appena possibile.

Se hai ricevuto una cartella o sei soggetto ad un accertamento metterti in contatto con il nostro studio per esaminare insieme i dettagli e valutare la soluzione migliore per te.
Puoi inoltrare la tua richiesta utilizzando il servizio SOS Cartelle esattoriali.

Il Regime Forfettario conviene?

Il Regime Forfettario conviene e ti permette di risparmiare su imposte e contributi previdenziali. Al posto dell’IRPEF, è prevista un imposta sostitutiva con una aliquota del 15% e se possiedi i requisiti richiesti dalla legge può addirittura ridursi al 5% per un periodo di cinque anni! Se vuoi approfondire leggi la nostra guida al regime forfettario e richiedi una consulenza gratuita e senza impegno con il form in fondo alla pagina.

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Domande frequenti sul regime forfettario

Posso aprire la partita IVA da casa?
Sì, l’apertura può avvenire online con SPID o tramite il commercialista.
Quali sono i requisiti per accedere al forfettario?
È necessario non superare gli 85.000 euro di ricavi e rispettare vari vincoli soggettivi.
È un problema avere partecipazioni in società?
Sì, alcune partecipazioni impediscono l’accesso al forfettario.

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