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Posso aprire la partita IVA forfettaria come elettricista?

Zeno da Noto – partita iva elettricista

Percepisco la NASpI da circa due mesi e sto pensando di avviare un’attività autonoma come elettricista in regime forfettario: posso richiedere l’anticipo della disoccupazione in un’unica soluzione? Inoltre, è possibile svolgere anche interventi di riparazione su elettrodomestici, oltre all’installazione di impianti elettrici?

Ciao Zeno e grazie per la tua domanda posso aprire la partita IVA forfettaria come elettricista. Stai valutando l’apertura della partita IVA come elettricista in regime forfettario mentre percepisci la NASpI? In questo caso, puoi richiedere all’INPS l’anticipo in un’unica soluzione dell’indennità residua, a condizione che la domanda venga presentata entro 30 giorni dalla data di apertura della tua attività autonoma. È importante sapere che, se dovessi tornare a lavorare come dipendente prima della scadenza del periodo coperto dalla disoccupazione, sarai tenuto a restituire l’importo ricevuto in anticipo.

Per operare regolarmente come elettricista, non potrai aprire la partita IVA come libero professionista: l’attività infatti è considerata artigianale e comporta l’iscrizione alla Camera di Commercio con relativo inquadramento come artigiano. Il codice ATECO più adatto in questo caso è:

43.21.01 – Installazione di impianti di illuminazione e fotovoltaici in edifici

Se accanto all’installazione vuoi occuparti anche della riparazione di elettrodomestici, potrai aggiungere un secondo codice ATECO:

95.22.01 – Riparazione e manutenzione di elettrodomestici

Nel regime forfettario, ogni codice ATECO ha un coefficiente di redditività specifico, da applicare ai ricavi per determinare il reddito imponibile:

  • 86% per il codice 43.21.01 (impianti elettrici)
  • 67% per il codice 95.22.01 (riparazioni)

Nel caso tu decida di adottare entrambi i codici, sarà necessario tenere separati i ricavi per ciascuna attività e applicare il relativo coefficiente in fase di dichiarazione.

L’imposizione fiscale nel regime forfettario prevede un’imposta sostitutiva del 15%, che può essere ridotta al 5% per i primi cinque anni se l’attività è nuova e se rispetti tutti i requisiti previsti.

Dal punto di vista contributivo, dovrai iscriverti alla Gestione Artigiani INPS, che comporta il versamento di:

  • circa 4.521,36 euro di contributi fissi annui fino a 18.808 euro di reddito imponibile
  • un’aliquota del 24% sui redditi eccedenti quella soglia

Se rientri nel forfettario, potrai chiedere la riduzione del 35% dei contributi INPS, opzione molto utile soprattutto nei primi anni di attività.

Ti consiglio di rivolgerti anche alla Camera di Commercio del tuo territorio per verificare se ci sono requisiti locali specifici per l’attività di elettricista o per quella di riparatore di elettrodomestici. Se hai bisogno di assistenza per l’avvio o vuoi una simulazione personalizzata, sono a disposizione.

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Se anche tu, come Zeno vuoi domandarci posso aprire la partita IVA forfettaria come elettricista o hai un’altra domanda da sottoporci, scrivi e vedremo di risponderti su queste pagine appena possibile.

Il Regime Forfettario conviene?

Il Regime Forfettario conviene e ti permette di risparmiare su imposte e contributi previdenziali. Al posto dell’IRPEF, è prevista un imposta sostitutiva con una aliquota del 15% e se possiedi i requisiti richiesti dalla legge può addirittura ridursi al 5% per un periodo di cinque anni! Se vuoi approfondire leggi la nostra guida al regime forfettario e richiedi una consulenza gratuita e senza impegno con il form in fondo alla pagina.

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