Prima fattura dopo il passaggio al forfettario: cosa indicare
Nella prima fattura emessa dopo il passaggio al regime forfettario non devi inserire una dicitura speciale che segnali “questa è la prima fattura”. Devi però fare in modo che il documento sia già compilato con tutti gli elementi corretti del nuovo regime: codice fiscale RF19 nel file XML, corretta Natura IVA, assenza dell’IVA sulle normali operazioni interne e bollo quando dovuto.
Il passaggio si vede quindi dalla struttura fiscale della fattura, non da una frase aggiuntiva riferita al mese di gennaio. L’errore più comune è lasciare nel software i dati del vecchio regime, per esempio RF01, IVA o ritenuta, e accorgersene soltanto dopo l’invio allo SdI.
La prima fattura deve essere già impostata come forfettaria
Se dal 1° gennaio applichi correttamente il regime forfettario, la prima fattura dell’anno deve essere coerente fin dall’origine con il nuovo regime. Non esiste un periodo transitorio nel quale puoi continuare a utilizzare il vecchio profilo fiscale del gestionale e correggere tutto a fine anno.
Questo significa controllare prima dell’invio almeno il regime fiscale XML, il trattamento IVA, l’eventuale ritenuta d’acconto, il bollo e la dicitura utilizzata. Se usi un gestionale, conviene modificare il profilo fiscale prima di creare la prima fattura di gennaio.
RF19: il codice del regime forfettario nella fattura elettronica
Nel file XML della fattura elettronica il campo “RegimeFiscale” identifica il regime del cedente o prestatore. Per il regime forfettario il codice è RF19.
Se provenivi da un regime ordinario e il software continua a proporre RF01, va aggiornato. Lasciare il vecchio codice può creare un documento incoerente con il regime che stai applicando e richiedere una correzione successiva.
Se ti accorgi dopo l’invio di aver usato RF01 invece di RF19, la guida dedicata spiega come correggere una fattura RF01 invece di RF19 e quando il problema è soltanto documentale oppure segnala un comportamento fiscale più ampio.
N2.2 per le normali operazioni interne senza IVA
La guida ufficiale dell’Agenzia delle Entrate alla compilazione della fattura elettronica specifica che il codice Natura N2.2 deve essere utilizzato anche dall’operatore in regime forfettario o di vantaggio che emette fattura elettronica tramite SdI.
La fonte ufficiale è la Guida alla compilazione delle fatture elettroniche dell’Agenzia delle Entrate.
Questo vale per le normali operazioni nazionali non soggette a IVA per effetto del regime. Non va però trasformato in una regola automatica per qualsiasi fattura estera o operazione particolare, perché in quei casi la Natura IVA può cambiare in base alla territorialità e alla tipologia dell’operazione.
Devo scrivere una dicitura sul regime forfettario?
È opportuno che la fattura riporti una dicitura coerente con il trattamento applicato, per esempio il richiamo al regime forfettario previsto dall’articolo 1, commi 54-89, della legge 190/2014. La dicitura aiuta a rendere il documento comprensibile, ma non sostituisce i codici corretti del file XML.
Quindi la frase “operazione effettuata ai sensi del regime forfettario” può essere utile, ma non è quella frase a trasformare una fattura compilata con RF01 e IVA in una fattura corretta da forfettario.
IVA: nella normale fattura forfettaria non si addebita
Per le normali operazioni interne il contribuente forfettario non esercita la rivalsa IVA. La fattura quindi non espone l’IVA come accadrebbe in un regime ordinario.
Se passi dal regime ordinario al forfettario dal 1° gennaio, questo è uno dei primi elementi da verificare nel gestionale. Una fattura emessa a gennaio con IVA può essere un segnale che il vecchio profilo fiscale non è stato aggiornato oppure che il comportamento adottato non è coerente con il passaggio dichiarato.
Ritenuta d’acconto: normalmente non si applica ai compensi forfettari
Il contribuente forfettario, per i propri ricavi o compensi, non subisce ordinariamente la ritenuta d’acconto prevista per il professionista in regime ordinario. Se sei un libero professionista che passa al forfettario, verifica quindi che il software non continui a calcolare automaticamente la ritenuta sulle nuove fatture.
Anche in questo caso conta la coerenza del documento nel suo complesso: regime fiscale, IVA, ritenuta e diciture devono raccontare la stessa situazione.
Bollo da 2 euro: quando va indicato
Le fatture elettroniche senza IVA del forfettario possono essere soggette all’imposta di bollo da 2 euro quando l’importo delle operazioni rilevanti supera 77,47 euro e ricorrono gli altri presupposti previsti.
Per le fatture elettroniche l’Agenzia delle Entrate controlla i dati trasmessi e forma gli elenchi delle fatture per le quali il bollo risulta indicato oppure rilevato come dovuto. Per questo anche la prima fattura di gennaio deve avere il campo relativo al bollo valorizzato correttamente, se necessario.
La guida dell’Agenzia sul bollo sulle fatture elettroniche conferma la soglia di 77,47 euro e include tra le fatture rilevanti quelle con Natura N2.2.
Devo comunicare formalmente al cliente che sono passato al forfettario?
Non serve inserire nella prima fattura una formula del tipo “da oggi sono passato al regime forfettario”. Il cliente vede già il diverso trattamento fiscale del documento: niente IVA nelle normali operazioni interne, eventuale assenza di ritenuta e riferimenti coerenti con il regime.
Dal punto di vista pratico può comunque essere utile avvisare i clienti abituali, soprattutto se nell’anno precedente ricevevano fatture con IVA e ritenuta. Questo evita che l’ufficio amministrativo interpreti come errore una fattura strutturata in modo diverso.
Prima fattura di gennaio: checklist prima dell’invio
- RegimeFiscale: verifica che il gestionale riporti RF19.
- IVA: controlla che non venga addebitata nelle normali operazioni interne del forfettario.
- Natura: per le normali operazioni nazionali utilizza N2.2 secondo le specifiche dell’Agenzia.
- Ritenuta: se sei professionista, verifica che il vecchio automatismo non applichi la ritenuta d’acconto.
- Bollo: attivalo quando ricorrono i presupposti e l’importo supera 77,47 euro.
- Dicitura: usa un richiamo coerente alla legge 190/2014.
- Invio SdI: controlla l’esito della trasmissione e non considerare sufficiente il PDF.
Se la prima fattura è già stata inviata con il vecchio regime
Se hai già trasmesso la fattura e ti accorgi che contiene RF01, IVA o altri elementi del regime precedente, non limitarti a cambiare le impostazioni del software per le fatture successive. Devi prima capire se si tratta di un errore formale isolato oppure se hai concretamente continuato ad applicare il regime ordinario.
Una fattura già accettata dallo SdI non si modifica direttamente. Se serve annullarla e sostituirla, può essere necessario ricorrere a una nota di credito e a una nuova fattura corretta. La procedura dipende però dal tipo di errore e dal comportamento fiscale effettivamente tenuto.
Il passaggio al forfettario deve essere coerente in tutto l’anno
La prima fattura è importante perché spesso rivela subito se il passaggio è stato impostato bene. Ma il regime fiscale non si decide con una singola dicitura: deve risultare coerente dal comportamento complessivo del contribuente.
Per esempio, se continui per mesi ad addebitare IVA, detrarre IVA sugli acquisti e gestire le liquidazioni come in regime ordinario, non puoi presumere di correggere tutto retroattivamente modificando soltanto il codice della prima fattura. Al contrario, se il problema è un singolo campo del gestionale mentre tutto il resto è coerente col forfettario, la situazione è diversa e va trattata come errore documentale.
Guida generale alla fattura forfettaria
Questa pagina è volutamente focalizzata sulla prima fattura dopo il cambio di regime. Per la compilazione completa verso un’azienda italiana puoi consultare la guida su come emettere una fattura forfettaria a un’azienda, con RF19, N2.2, bollo, SdI e dati del cliente.
In sintesi
Nella prima fattura di gennaio non devi scrivere una formula speciale per dichiarare che è la prima fattura da forfettario. Devi però assicurarti che il documento sia già interamente coerente con il nuovo regime: RF19, corretta Natura IVA, niente IVA sulle normali operazioni interne, ritenuta non applicata quando previsto e bollo se dovuto.
La verifica più importante va fatta prima dell’invio allo SdI: aggiornare il profilo fiscale del gestionale all’inizio dell’anno evita di trascinare nelle nuove fatture i codici e gli automatismi del regime precedente.
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