Ravvedimento speciale CPB 2026: rata in ritardo e decadenza
Domanda di Alessandro da Bari: «Il ravvedimento speciale CPB decade se verso una rata in ritardo?»
No, non sempre. Nel ravvedimento speciale collegato al CPB 2025-2026, il pagamento tardivo di una rata successiva alla prima non fa perdere automaticamente la rateazione se la rata viene versata entro il termine previsto per quella immediatamente successiva. La regola è contenuta nell’articolo 12-ter del D.L. 84/2025.
La prima rata va però trattata diversamente: il meccanismo di salvaguardia riguarda le rate diverse dalla prima. Inoltre il ravvedimento si perfeziona, per ciascuna annualità scelta, solo con il pagamento integrale delle somme dovute.
Rata in ritardo: la regola da ricordare
Per il ravvedimento speciale relativo alle annualità 2019-2023, riservato ai soggetti ISA che hanno aderito al CPB 2025-2026, il pagamento può essere effettuato in unica soluzione oppure in un massimo di 10 rate mensili di pari importo, con interessi legali sulle rate successive alla prima.
Se una rata successiva alla prima viene pagata dopo la propria scadenza ma entro la scadenza della rata seguente, non si decade dal beneficio della rateazione. Questo significa che un singolo ritardo non fa saltare automaticamente tutto il ravvedimento.
| Situazione | Effetto |
|---|---|
| Prima rata pagata entro il termine previsto | La rateazione può partire regolarmente |
| Rata successiva pagata in ritardo ma entro la rata seguente | Nessuna decadenza automatica dalla rateazione |
| Rata non pagata neppure entro la scadenza della successiva | Si entra nell’area di decadenza prevista dalla disciplina |
| Pagamento completo di tutte le rate | Il ravvedimento si perfeziona per l’annualità interessata |
Qual è la norma per il ravvedimento CPB 2025-2026
La disciplina attuale è l’articolo 12-ter del D.L. 84/2025, dedicato al ravvedimento delle annualità ancora accertabili per chi ha aderito al Concordato Preventivo Biennale 2025-2026.
Le annualità interessate sono dal 2019 al 2023. Il termine legale per il versamento in unica soluzione o per l’avvio della rateazione è fissato al 15 marzo 2026; poiché nel 2026 il 15 marzo cade di domenica, il termine operativo è slittato al primo giorno lavorativo successivo.
Esempio pratico: rata pagata un mese dopo
Immaginiamo una rateazione nella quale una rata scada il 15 giugno e quella successiva il 15 luglio. Se il contribuente non paga il 15 giugno ma versa la rata omessa entro il termine del 15 luglio, il ritardo rientra nella clausola di salvaguardia: non decade dalla rateazione per il solo tardivo pagamento.
Naturalmente deve poi continuare a rispettare il piano. La norma non trasforma la scadenza successiva in un rinvio generale di tutte le rate: è una tutela specifica contro la decadenza per una rata successiva alla prima versata con ritardo contenuto.
Cosa succede se superi anche la scadenza della rata successiva
Se la rata omessa non viene pagata neppure entro la scadenza di quella successiva, non opera più la salvaguardia prevista per il semplice ritardo. A quel punto va verificata la decadenza dalla rateizzazione per l’annualità interessata.
La disciplina precisa inoltre che, in caso di mancato pagamento rilevante ai fini della decadenza, l’effetto riguarda l’annualità di riferimento. I versamenti già eseguiti restano validi e non vengono rimborsati. È quindi importante non confondere un problema su una singola annualità con la perdita automatica di tutti gli anni eventualmente oggetto di ravvedimento.
La prima rata è diversa dalle rate successive
La clausola che consente di pagare entro la scadenza successiva riguarda espressamente una rata diversa dalla prima. Non va quindi applicata per analogia alla prima rata.
Per la prima rata conta il rispetto del termine previsto per l’accesso al ravvedimento. Inoltre l’articolo 12-ter stabilisce che il ravvedimento non si perfeziona se il pagamento in unica soluzione o della prima rata avviene dopo la notifica di determinati atti di controllo, come processi verbali di constatazione, schemi di atto di accertamento o atti di recupero di crediti inesistenti.
Serve il ravvedimento operoso sulla rata pagata tardi?
Per evitare la decadenza dalla rateazione, la norma speciale richiede che la rata successiva alla prima venga versata entro il termine della rata seguente. Non è corretto presentare il ravvedimento operoso ordinario come una condizione espressamente richiesta dalla norma per conservare il beneficio.
Questo non significa che ogni irregolarità di versamento sia irrilevante. Se l’F24 è stato compilato male, è stato versato un importo insufficiente oppure il ritardo supera la finestra di salvaguardia, occorre analizzare separatamente la posizione. Ma il semplice ritardo sanato entro la rata successiva non va trasformato automaticamente in una seconda procedura di ravvedimento.
Codici tributo del ravvedimento speciale CPB 2026
Per il ravvedimento collegato al CPB 2025-2026, l’Agenzia delle Entrate ha istituito con la Risoluzione 72/E del 18 dicembre 2025 i codici tributo:
- 4089 per l’imposta sostitutiva delle persone fisiche;
- 4090 per l’imposta sostitutiva dei soggetti diversi dalle persone fisiche;
- 4091 per l’imposta sostitutiva IRAP.
Nel modello F24 vanno indicati correttamente l’annualità oggetto di ravvedimento e, in caso di rateazione, i dati relativi al numero della rata. Quando vengono ravvedute più annualità, è fondamentale mantenere separata la ricostruzione dei versamenti per ciascun anno.
Attenzione a non confondere il piano 2026 con quello precedente
Esistono due discipline molto simili che possono creare confusione. Il ravvedimento collegato al CPB 2024-2025, disciplinato dall’articolo 2-quater del D.L. 113/2024, riguardava le annualità 2018-2022 e poteva essere rateizzato fino a 24 rate mensili. Il ravvedimento collegato al CPB 2025-2026, invece, riguarda le annualità 2019-2023 e prevede fino a 10 rate.
La protezione per la rata successiva alla prima pagata entro la scadenza della rata seguente è presente anche nella disciplina precedente, ma scadenze e codici tributo non sono gli stessi. Prima di correggere un F24 bisogna quindi identificare quale dei due piani stai pagando.
Ritardo e decadenza dal CPB sono due cose diverse
Un’altra distinzione utile è quella tra la decadenza dalla rateazione del ravvedimento speciale e la decadenza dal Concordato Preventivo Biennale. Sono istituti diversi, con presupposti diversi. Per esempio, la cessazione del CPB per chi chiude l’attività segue regole proprie: puoi approfondirle nella guida sulla chiusura della Partita IVA durante il CPB.
Checklist se hai pagato una rata CPB in ritardo
- identifica se il tuo piano è quello CPB 2024-2025 oppure CPB 2025-2026;
- controlla che la rata tardiva non sia la prima;
- verifica la data di scadenza della rata immediatamente successiva;
- versa la rata omessa entro quella data se sei ancora nella finestra di salvaguardia;
- controlla annualità, codice tributo e numero rata nell’F24;
- non dare per scontato che un errore su un’annualità faccia decadere automaticamente tutte le altre;
- se hai superato anche la scadenza successiva, ricostruisci la posizione prima di eseguire altri versamenti.
Domande frequenti
Non automaticamente. Se si tratta di una rata successiva alla prima e la versi entro la scadenza della rata immediatamente successiva, la norma prevede che non si decada dalla rateazione.
No. La clausola di salvaguardia riguarda espressamente le rate diverse dalla prima. La prima rata deve rispettare il termine previsto per l’accesso al ravvedimento.
Il piano previsto dall’articolo 12-ter del D.L. 84/2025 consente fino a 10 rate mensili di pari importo, con interessi legali sulle rate successive alla prima.
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