Hai superato 85.000 € nel forfettario? Cosa fare dal 1° gennaio
Se hai chiuso l’anno con ricavi o compensi superiori a 85.000 euro ma non oltre 100.000 euro, non devi uscire retroattivamente dal regime forfettario. L’anno dello sforamento resta normalmente gestito con le regole del forfettario; il cambio avviene dal 1° gennaio dell’anno successivo. Da quel momento devi però organizzare correttamente IVA, fatture o corrispettivi, contabilità, acquisti, eventuali agevolazioni INPS e incassi a cavallo d’anno.
Questa guida è dedicata proprio al dopo: cosa preparare quando ormai hai verificato di avere superato 85.000 euro e devi iniziare il nuovo anno fuori dal forfettario. Se invece stai ancora monitorando gli incassi durante l’anno, consulta la guida su cosa fare subito quando superi 85.000 euro durante l’anno.
Prima verifica: hai superato 85.000 euro o anche 100.000 euro?
È il controllo più importante perché i due casi producono effetti diversi. Se superi 85.000 euro ma rimani entro 100.000 euro, continui normalmente ad applicare il forfettario fino alla fine dell’anno e ne esci dall’anno successivo. Se invece superi 100.000 euro, la fuoriuscita avviene nello stesso anno e il passaggio richiede una gestione diversa e più urgente.
Prima di fare qualsiasi modifica, ricostruisci quindi il totale corretto dei ricavi o compensi rilevanti. Non limitarti al totale delle fatture emesse: nel forfettario il momento dell’incasso può essere determinante. La documentazione dell’Agenzia delle Entrate sul quadro LM richiama il regime previsto dalla Legge 190/2014 e la determinazione del reddito forfettario secondo le regole proprie del regime.
Per gli effetti fiscali delle due soglie trovi il quadro completo nella guida sul superamento di 85.000 e 100.000 euro nel forfettario.
Hai chiuso tra 85.000 e 100.000 euro: cosa cambia dal 1° gennaio
Se il tuo totale definitivo è, per esempio, 92.000 euro, l’anno appena concluso resta normalmente in forfettario. Dal 1° gennaio successivo, invece, non puoi più applicare il regime agevolato perché nell’anno precedente hai superato il limite di permanenza.
Dal nuovo anno devi quindi passare alle regole ordinarie applicabili alla tua attività. In pratica cambia soprattutto il modo in cui gestisci IVA, documenti fiscali, costi e determinazione del reddito. Per molte imprese individuali può essere applicabile la contabilità semplificata se ne ricorrono i requisiti; per i professionisti restano le regole proprie del lavoro autonomo in regime ordinario.
La guida generale sul passaggio dal forfettario al regime ordinario approfondisce il cambio di regime nel suo complesso. Qui ci concentriamo sulla checklist operativa da eseguire dopo il superamento degli 85.000 euro.
1. Chiudi e documenta correttamente l’anno del superamento
Prima di iniziare il nuovo regime, conserva una fotografia chiara della situazione al 31 dicembre. Dovresti poter ricostruire almeno:
- fatture emesse nell’anno;
- corrispettivi trasmessi;
- incassi effettivamente ricevuti;
- fatture ancora non incassate;
- acconti e pagamenti parziali;
- eventuali note di credito, storni o restituzioni;
- totale definitivo usato per verificare 85.000 e 100.000 euro.
Questo passaggio è particolarmente importante se alcuni clienti pagano a cavallo d’anno. Una fattura emessa a dicembre e incassata a gennaio può avere un trattamento diverso da una somma già percepita entro il 31 dicembre. Per questi casi consulta la guida sulla fattura incassata nell’anno successivo.
2. Dal nuovo anno cambia la gestione dell’IVA
Con l’uscita dal forfettario viene meno l’esclusione dall’IVA propria del regime. Dal 1° gennaio devi quindi verificare, per ogni operazione effettuata nel nuovo regime, quale aliquota IVA applicare oppure se ricorre un’ipotesi di esenzione, non imponibilità o altra disciplina specifica.
Non basta aggiungere automaticamente il 22% a tutto. L’aliquota dipende dall’attività e dalla natura dell’operazione. Inoltre, per le operazioni iniziate nel vecchio anno e concluse nel nuovo, bisogna verificare il corretto momento di effettuazione e il trattamento transitorio.
Se emetti fatture elettroniche, dal nuovo anno il documento deve essere coerente con il nuovo regime fiscale. Se vendi al dettaglio o effettui operazioni certificate da documento commerciale, anche la configurazione dei corrispettivi deve essere aggiornata in modo da distinguere correttamente aliquote e nature IVA.
3. Se usi solo i corrispettivi, controlla subito il registratore telematico
Questo punto è fondamentale per commercianti e attività che non emettono normalmente fattura al cliente ma certificano le vendite tramite corrispettivi telematici. Nel forfettario il registratore può essere stato configurato con codici coerenti con l’assenza di addebito IVA; dal nuovo anno la configurazione deve riflettere il trattamento IVA reale delle operazioni.
Prima della prima vendita del nuovo anno verifica quindi:
- aliquote IVA utilizzate dal registratore telematico;
- reparti e prodotti associati alle aliquote corrette;
- eventuali operazioni esenti o non soggette;
- corretta trasmissione dei corrispettivi;
- coerenza tra registratore, gestionale e contabilità.
Non aspettare la prima liquidazione IVA per accorgerti che i corrispettivi sono stati trasmessi con un codice errato: la configurazione va controllata prima di iniziare le operazioni del nuovo anno.
4. Organizza acquisti, costi e documenti ricevuti
Nel forfettario i costi effettivi dell’attività non determinano analiticamente il reddito imponibile. Fuori dal forfettario, invece, la documentazione dei costi assume un peso molto maggiore. Dal nuovo anno devi quindi conservare e classificare correttamente fatture di acquisto, spese professionali o d’impresa, beni strumentali e altri documenti rilevanti.
Anche l’IVA sugli acquisti entra nella gestione ordinaria, nei limiti e secondo le condizioni previste dalla normativa. Non tutte le spese danno diritto alla stessa deduzione o detrazione: auto, telefoni, spese promiscue e altri costi possono avere limiti specifici.
Nel passaggio va inoltre verificata l’eventuale rettifica della detrazione IVA su beni, servizi e cespiti presenti al momento del cambio di regime, quando la normativa la consente o la richiede. È un controllo tecnico da fare sulla situazione concreta, non una percentuale da applicare automaticamente.
5. Fatture e incassi a cavallo d’anno vanno separati con attenzione
Il caso più delicato è quello delle operazioni nate quando eri ancora forfettario ma pagate o completate dopo il passaggio. Non devi né tassare due volte lo stesso componente né lasciarlo fuori da entrambi i periodi.
Per questo conviene creare un elenco separato delle fatture ancora aperte al 31 dicembre indicando data del documento, data dell’operazione, importo, eventuale IVA, stato dell’incasso e data prevista di pagamento.
La regola generale è che il passaggio di regime contiene meccanismi specifici per evitare duplicazioni o salti d’imposta. Non modificare quindi a posteriori una fattura del vecchio anno soltanto perché il pagamento arriva nel nuovo: prima va identificata la corretta disciplina applicabile all’operazione.
6. Controlla contributi INPS e agevolazioni collegate al forfettario
Se sei iscritto alla Gestione Artigiani o Commercianti, verifica anche la posizione previdenziale. Il regime contributivo agevolato con riduzione del 35% è collegato ai requisiti previsti per i soggetti che applicano il forfettario e richiede una gestione specifica presso l’INPS.
Nel 2026 le aliquote ordinarie sono indicate dall’INPS per Artigiani e Commercianti; l’Istituto mette inoltre a disposizione un simulatore che distingue anche la posizione di chi aderisce al regime forfettario.
Se stai uscendo dal regime fiscale agevolato, verifica quindi tempestivamente se occorre aggiornare o cessare l’agevolazione previdenziale collegata, evitando di continuare ad applicare una riduzione senza averne più i requisiti.
7. Prepara le prime scadenze del nuovo regime
Il cambio non riguarda soltanto le fatture. Nel nuovo anno dovrai organizzare anche gli adempimenti periodici previsti per la tua posizione: liquidazioni e versamenti IVA quando dovuti, registrazioni contabili, dichiarazione IVA, eventuali ritenute, adempimenti collegati ai sostituti d’imposta e dichiarazione dei redditi con le regole del nuovo regime.
Il carico operativo dipende dalla tua attività e dalla forma con cui la eserciti. Per questo è utile impostare fin dall’inizio un calendario con:
- liquidazioni IVA mensili o trimestrali, se applicabili;
- scadenze F24;
- registrazione e archiviazione dei documenti;
- contributi previdenziali;
- acconti e saldi delle imposte;
- adempimenti annuali.
Per capire come cambiano le imposte dopo l’uscita puoi approfondire la guida su come si pagano le tasse dopo il superamento delle soglie del forfettario.
Errore da evitare: continuare a usare le vecchie impostazioni a gennaio
Il rischio più comune non è il superamento in sé, ma arrivare a gennaio continuando a fatturare, trasmettere corrispettivi o registrare acquisti come se nulla fosse cambiato.
Se hai chiuso l’anno tra 85.000 e 100.000 euro, il passaggio dal 1° gennaio è prevedibile e può essere preparato in anticipo. Prima della prima operazione del nuovo anno dovrebbero essere già allineati software di fatturazione, registratore telematico, aliquote IVA, anagrafiche clienti e fornitori, piano contabile e gestione previdenziale.
Se invece durante l’anno ti accorgi di essere vicino a 100.000 euro, il controllo deve essere molto più frequente perché il superamento di quella soglia può determinare l’uscita immediata. In quel caso consulta anche la guida su come fatturare dopo il superamento di 85.000 e 100.000 euro.
Domande frequenti
Se ho incassato 90.000 euro devo rifare tutte le fatture dell’anno con IVA?
No. Se hai superato 85.000 euro ma non 100.000 euro, l’uscita avviene normalmente dall’anno successivo. L’anno dello sforamento resta gestito in forfettario, salvo situazioni particolari che richiedano correzioni per altri motivi.
Se supero 85.000 euro a dicembre posso restare forfettario fino al 31 dicembre?
Sì, se non superi anche la soglia di 100.000 euro. Dal 1° gennaio successivo, però, devi applicare il nuovo regime.
Devo cambiare il registratore telematico?
Non necessariamente sostituirlo, ma devi verificare la configurazione fiscale: aliquote IVA, reparti, nature delle operazioni e trasmissione dei corrispettivi devono essere coerenti con il nuovo regime.
Posso rientrare nel forfettario in futuro?
Il superamento degli 85.000 euro non comporta una esclusione permanente. In un anno successivo puoi tornare al forfettario se risultano nuovamente rispettati tutti i requisiti previsti dalla normativa e non ricorrono cause ostative.
In sintesi
Se superi 85.000 euro ma resti entro 100.000 euro, la priorità non è correggere retroattivamente l’anno appena chiuso: devi preparare bene il passaggio dal 1° gennaio successivo. Chiudi il totale degli incassi, separa le operazioni a cavallo d’anno, configura IVA e corrispettivi, organizza acquisti e contabilità, verifica INPS e prepara le nuove scadenze. Se invece oltrepassi 100.000 euro, la gestione cambia perché l’uscita può avvenire immediatamente nello stesso anno.
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