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Contributi previdenziali nel regime forfettario: guida aggiornata 2025

Contributi previdenziali INPS 2025 nel regime forfettario

Se hai una partita IVA in regime forfettario, pagare i contributi INPS è un obbligo da non sottovalutare. La gestione può variare in base alla tua attività (artigiano, commerciante o libero professionista) e spesso genera dubbi su importi, riduzioni e modalità di versamento.
In questa guida chiara e aggiornata scoprirai come funzionano i contributi previdenziali nel forfettario, quanto paghi nel 2025 e cosa succede se non versi correttamente.

Chi paga l’INPS nel regime forfettario?

Se operi in regime forfettario, devi iscriverti e versare i contributi INPS nella gestione appropriata:

  • Gestione artigiani e commercianti INPS: per attività d’impresa
  • Gestione separata INPS: per liberi professionisti senza cassa
  • Casse professionali: se appartieni a un ordine (→ vedi guida alle casse professionali)

Chi ha già una posizione attiva all’INPS al momento dell’apertura della partita IVA continuerà a usare la stessa.

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Contributi artigiani e commercianti: quanto si paga

Gli artigiani e i commercianti versano:

  • Contributi fissi: circa 4.300–4.500 € annui (aggiornati annualmente dall’INPS)
  • Contributi eccedenti: se il reddito supera 18.415 € → si applica un’aliquota su quanto eccede

Aliquote 2025

  • Artigiani: 24%
  • Commercianti: 24.09%

I contributi fissi si pagano in 4 rate trimestrali: maggio, agosto, novembre e febbraio.

Riduzione del 35% per i forfettari

I contribuenti in regime forfettario possono chiedere una riduzione del 35% dei contributi fissi. Attenzione però: si applica solo per artigiani e commercianti, non per la gestione separata.

Importante:

  • La riduzione va richiesta all’INPS tramite cassetto previdenziale
  • Una volta attivata, rimane valida finché resti nel forfettario

Contributi nella gestione separata

I liberi professionisti senza cassa versano alla gestione separata INPS, con queste caratteristiche:

  • Aliquota 2025: 26,07% (aggiornata ogni anno)
  • Calcolo a percentuale, senza contributi fissi
  • I contributi si versano tramite modello F24, a saldo e acconto

Nessuna riduzione del 35% è prevista per la gestione separata.

Esempio pratico

Supponiamo che un artigiano in regime forfettario abbia un reddito imponibile di 30.000 € (con coefficiente di redditività 67%).

  • Contributi fissi INPS: circa 4.300 €
  • Reddito eccedente: 30.000 – 18.415 = 11.585 €
  • Contributi variabili (24%): 2.780 €
  • Totale annuo: 7.080 € (che diventano 4.600 € con riduzione del 35%)

Detrazioni e deducibilità

I contributi INPS sono deducibili dal reddito imponibile nel forfettario.
Questo significa che riducono l’importo su cui calcolare l’imposta sostitutiva del 15% (o 5%).

Cosa succede se non versi i contributi

L’omissione dei contributi previdenziali può comportare:

  • Maggiorazioni e interessi
  • Sanzioni
  • Recuperi coattivi da parte dell’INPS
  • Perdita di copertura assicurativa e pensionistica

Conviene sempre regolarizzare tempestivamente eventuali mancati versamenti.

Domande frequenti sui contributi INPS nel forfettario

Chi deve iscriversi all’INPS con il regime forfettario?
Dipende dal tipo di attività: artigiani e commercianti si iscrivono alla loro gestione INPS, i professionisti senza cassa alla gestione separata. Chi appartiene a un ordine deve aderire alla relativa cassa professionale.
Quanto si paga di contributi nel regime forfettario?
Gli importi variano: artigiani e commercianti pagano una quota fissa e una percentuale sul reddito eccedente, mentre i professionisti con gestione separata pagano solo in percentuale.
Cos’è la riduzione del 35% e a chi spetta?
È una riduzione contributiva riservata ai forfettari iscritti come artigiani o commercianti. Va richiesta all’INPS e resta valida fino a che si rimane nel regime.
I contributi sono deducibili nel regime forfettario?
Sì, i contributi previdenziali versati sono deducibili dal reddito imponibile, con effetti positivi sul calcolo dell’imposta sostitutiva.
Cosa succede se non verso i contributi?
Potresti incorrere in sanzioni, interessi di mora e perdita della copertura previdenziale. In alcuni casi, l’INPS può attivare il recupero coattivo.

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