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Scadenze contributi fissi INPS 2026: calendario artigiani e commercianti

Claudio da Monza - versamento contributi INPS 2025
Quando si devono pagare i contributi fissi INPS 2026 per artigiani e commercianti?

I contributi fissi INPS 2026 di artigiani e commercianti si pagano in quattro rate. La circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026 indica le scadenze del 18 maggio 2026, 20 agosto 2026, 16 novembre 2026 e 16 febbraio 2027. Gli importi e i modelli F24 non vanno però ricostruiti a mano: sono disponibili nel Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti.

C’è un dettaglio da controllare con attenzione: alcune schede informative INPS aggiornate nel 2026 riportano per la terza rata il 17 novembre 2026, mentre la circolare n. 14 indica il 16 novembre 2026. Per il pagamento concreto conviene quindi verificare la data riportata nel proprio F24 e nel Cassetto previdenziale, che rappresentano il riferimento operativo personale.

Scadenze contributi fissi INPS 2026: le quattro rate

RataScadenza indicata dalla circolare INPS 14/2026
1ª rata18 maggio 2026
2ª rata20 agosto 2026
3ª rata16 novembre 2026
4ª rata16 febbraio 2027

La prima rata slitta al 18 maggio perché il 16 maggio 2026 cade di sabato. La quarta rata, pur riferendosi alla contribuzione minima 2026, viene versata nell’anno successivo.

Perché INPS riporta anche il 17 novembre 2026?

La fonte normativa-operativa principale per gli importi 2026 è la circolare INPS n. 14 del 9 febbraio 2026, che indica il 16 novembre. Tuttavia, le schede INPS dedicate ad artigiani e commercianti risultano oggi aggiornate con il 17 novembre.

Quando due pagine dello stesso ente non sono perfettamente allineate, la scelta più prudente non è affidarsi a un calendario generico: controlla il modello F24 predisposto nel tuo Cassetto previdenziale. Se il documento personale riporta una data diversa da quella letta online, va verificata direttamente con INPS o con il consulente prima della scadenza.

Chi paga i contributi fissi INPS

I contributi sul minimale riguardano gli iscritti alle Gestioni INPS Artigiani e Commercianti. Sono dovuti anche quando il reddito d’impresa è basso o nullo, perché la contribuzione minima non nasce dal fatturato effettivamente realizzato nel corso dell’anno.

Questa regola non va confusa con la Gestione Separata INPS dei professionisti senza Cassa, dove non esiste lo stesso meccanismo delle quattro rate fisse trimestrali.

Quanto sono i contributi minimi nel 2026

Per il 2026 il minimale di reddito è pari a 18.808 euro. Su questa base, la circolare INPS n. 14 determina un contributo minimo annuo di:

  • 4.521,36 euro per gli artigiani;
  • 4.611,64 euro per i commercianti.

Gli importi comprendono anche il contributo maternità. Per i commercianti incide inoltre l’aliquota aggiuntiva dello 0,48% destinata all’indennizzo per cessazione dell’attività commerciale. Per il quadro completo di minimali, aliquote e massimali puoi leggere la guida sui contributi INPS artigiani e commercianti 2026.

Contributi fissi e contributi sul reddito eccedente non hanno le stesse scadenze

Uno degli errori più frequenti è mettere nello stesso calendario i contributi minimi e quelli calcolati sul reddito eccedente 18.808 euro. Le quattro rate di maggio, agosto, novembre e febbraio riguardano il contributo minimo obbligatorio.

I contributi dovuti sulla quota di reddito superiore al minimale seguono invece le scadenze delle imposte sui redditi. Per il 2026 l’INPS ha indicato il 30 giugno 2026 per saldo 2025 e primo acconto 2026 e il 30 novembre 2026 per il secondo acconto, salvo differimenti o rateazioni applicabili.

Dove trovare gli F24 INPS da pagare

L’INPS non richiede di calcolare manualmente le quattro rate minime. Gli importi sono messi a disposizione nel Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti, nella sezione dedicata ai dati del modello F24.

  • accedi ai servizi INPS con SPID, CIE o CNS;
  • apri il Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti;
  • consulta la sezione relativa alla posizione assicurativa e ai modelli F24;
  • verifica codice sede, causale contributo, periodo e importo;
  • controlla la data di scadenza indicata nel documento.

Questa verifica è particolarmente importante nel 2026 proprio per la discordanza rilevata sulla terza rata tra circolare e alcune schede informative del portale.

Se l’attività è iniziata durante il 2026

Chi si iscrive alla Gestione Artigiani o Commercianti nel corso dell’anno non deve necessariamente avere quattro rate identiche a quelle di chi risultava iscritto dal 1° gennaio. La contribuzione minima viene rapportata ai mesi di iscrizione e l’INPS può generare una tariffazione con emissione successiva.

Per questo, soprattutto nel primo anno, non è corretto copiare le scadenze o gli importi di un altro contribuente: bisogna usare i modelli effettivamente presenti nella propria posizione previdenziale.

Il regime forfettario cambia le scadenze?

No. Essere in regime forfettario non modifica il calendario ordinario delle rate INPS Artigiani e Commercianti. Può però modificare l’importo se il contribuente aderisce al regime previdenziale agevolato con riduzione del 35% previsto per i forfettari che rispettano i requisiti.

La riduzione contributiva non va confusa con una proroga: anche con il beneficio, le scadenze restano quelle della propria tariffazione INPS. Per requisiti ed effetti puoi consultare l’approfondimento sulle agevolazioni INPS per i forfettari.

Cosa succede se una rata INPS viene pagata in ritardo

Il mancato pagamento entro la scadenza può generare sanzioni civili e interessi. Non conviene quindi aspettare l’avviso dell’INPS per regolarizzare una rata già scaduta.

Se hai già superato la data indicata nel modello, verifica subito la posizione e le modalità di regolarizzazione. Sul sito trovi anche la guida dedicata ai contributi INPS pagati in ritardo.

Esempio pratico: commerciante in attività per tutto il 2026

Un commerciante iscritto per tutto il 2026, senza riduzione del 35%, ha un contributo minimo annuo ordinario di 4.611,64 euro. L’INPS suddivide il dovuto nella tariffazione annuale e rende disponibili i relativi F24. Se il reddito d’impresa supera 18.808 euro, alla contribuzione minima si aggiunge poi quella percentuale sulla quota eccedente.

Il dato importante è che la quarta rata del minimale 2026 non scompare a fine dicembre: viene pagata il 16 febbraio 2027. È quindi opportuno accantonare anche quest’ultima quota quando si pianifica la liquidità dell’anno.

Controlli da fare prima di ogni scadenza

  • verificare che l’iscrizione INPS sia corretta;
  • aprire il Cassetto previdenziale e scaricare l’F24 aggiornato;
  • controllare l’eventuale riduzione contributiva del 35%;
  • non confondere contributi fissi e contributi eccedenti il minimale;
  • verificare la data riportata sul modello, soprattutto per la rata di novembre 2026;
  • conservare la quietanza del pagamento;
  • controllare dopo il versamento che la posizione contributiva risulti regolare.

Domande frequenti

Quali sono le quattro scadenze dei contributi fissi INPS 2026?

La circolare INPS n. 14/2026 indica 18 maggio 2026, 20 agosto 2026, 16 novembre 2026 e 16 febbraio 2027. Per la rata di novembre è opportuno verificare il proprio F24 perché alcune schede INPS aggiornate riportano il 17 novembre.

Dove trovo gli F24 dei contributi fissi INPS?

Nel Cassetto previdenziale Artigiani e Commercianti dell’INPS, dove sono disponibili i dati e gli importi utili al pagamento della contribuzione.

I contributi oltre il minimale si pagano nelle stesse quattro date?

No. I contributi sul reddito eccedente il minimale seguono le scadenze previste per le imposte sui redditi, non le quattro rate del contributo minimo obbligatorio.

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