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Posso accedere al forfettario se rientro in Italia

Giulia da Orvieto – rientro in Italia e regime forfettario

Dopo un periodo di residenza a Malta come lavoratore autonomo iscritto all’AIRE, ho chiuso la partita IVA estera e ho trasferito nuovamente la residenza in Italia. Vorrei sapere se, rientrando in Italia, posso aprire una partita IVA in regime forfettario e accedere all’imposta sostitutiva al 5% per i primi 5 anni. In aggiunta, è compatibile lo svolgimento di un’attività da lavoratore dipendente con l’apertura della partita IVA in forfettario?

Ciao Giulia e grazie per la tua domanda posso accedere al forfettario se rientro in Italia. Se hai recentemente trasferito la residenza in Italia dopo un periodo all’estero come lavoratore autonomo iscritto all’AIRE, puoi aprire una nuova partita Iva in regime forfettario. Per farlo, è fondamentale che tu rispetti tutti i requisiti previsti dalla normativa, inclusi quelli legati a fatturato, attività svolta e cause di esclusione. Per maggiori approfondimenti leggi il nostro contributo: Requisiti e cause esclusione nel regime forfettario.

Il regime forfettario è compatibile con un’attività da lavoratore dipendente. Tuttavia, per poterne beneficiare, il tuo reddito lordo da lavoro dipendente non deve superare i 35.000 euro annui. Se il reddito da dipendente dovesse risultare superiore, il regime forfettario non sarà più applicabile per l’anno successivo.

Per quanto riguarda l’applicazione dell’imposta sostitutiva agevolata al 5%, prevista nei primi cinque anni di attività, la normativa richiede che vengano rispettati tre requisiti principali, indicati dalla circolare 10/E del 4 aprile 2016:

  • non aver svolto nei tre anni precedenti attività d’impresa, artistica o professionale, anche in forma associata o familiare
  • l’attività intrapresa non deve rappresentare una mera prosecuzione di attività già svolta in precedenza come dipendente o autonomo (salvo il periodo di pratica obbligatoria)
  • in caso di prosecuzione di un’attività già esercitata da un altro soggetto, i ricavi dell’anno precedente non devono superare i limiti di accesso al forfettario.

Nel tuo caso, avendo svolto un’attività autonoma fino a poco prima del rientro in Italia, non risultano trascorsi i tre anni richiesti dalla normativa. Questo significa che non potrai accedere all’aliquota ridotta del 5%, ma potrai comunque applicare il regime forfettario con l’aliquota ordinaria al 15%.

Infine, per quanto riguarda la contribuzione INPS, bisogna distinguere in base al tipo di attività avviata:

  • se ti inquadri come libero professionista, dovrai iscriverti alla Gestione Separata INPS. In presenza di un lavoro dipendente, l’aliquota contributiva sarà ridotta al 24%, invece del 26,07%
  • se ti iscrivi in Camera di Commercio come commerciante:
    • con un contratto da dipendente full-time potrai richiedere l’esonero contributivo per l’attività in partita Iva
    • con un contratto part-time, sarai comunque tenuto a versare i contributi fissi (circa 4.500 euro l’anno fino a un reddito di 18.555 euro), oltre a un contributo variabile del 24% sul reddito eccedente tale soglia

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Se anche tu, come Giulia vuoi domandarci posso accedere al forfettario se rientro in Italia o hai un’altra domanda da sottoporci, scrivi e vedremo di risponderti su queste pagine appena possibile.

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Il Regime Forfettario conviene e ti permette di risparmiare su imposte e contributi previdenziali. Al posto dell’IRPEF, è prevista un imposta sostitutiva con una aliquota del 15% e se possiedi i requisiti richiesti dalla legge può addirittura ridursi al 5% per un periodo di cinque anni! Se vuoi approfondire leggi la nostra guida al regime forfettario e richiedi una consulenza gratuita e senza impegno con il form in fondo alla pagina.

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Domande frequenti sul regime forfettario

Cosa fare per chiudere la partita IVA?
Va presentato il modello AA9/12 all’Agenzia delle Entrate.
Posso essere forfettario e pensionato?
Sì, non ci sono incompatibilità se si rispettano i requisiti.
Il regime forfettario prevede l’IRPEF?
No, l’IRPEF viene sostituita da un’imposta sostitutiva del 15% o 5%.

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