La numerazione delle fatture può ripartire da 1 all’inizio di ogni anno, ma non è obbligatorio farlo. La regola fondamentale è che ogni fattura sia identificata in modo univoco e che la sequenza utilizzata permetta di ricostruire con chiarezza i documenti emessi.
Puoi quindi usare una numerazione annuale come 1/2026, 2/2026, 3/2026 oppure continuare una sequenza progressiva iniziata negli anni precedenti. Puoi anche utilizzare sezionali diversi, per esempio F-1/2026 per le fatture ordinarie e E-1/2026 per un flusso separato, purché ogni documento resti univocamente identificabile.
La numerazione deve ripartire da 1 ogni anno?
No. L’articolo 21 del DPR 633/1972 richiede un numero progressivo che identifichi la fattura in modo univoco. Non impone di ricominciare obbligatoriamente dal numero 1 a gennaio.
Ripartire da 1 ogni anno è però una scelta molto diffusa perché rende immediatamente leggibile l’anno di riferimento e semplifica il controllo della sequenza.
Tre sistemi di numerazione corretti
| Sistema | Esempio | Quando usarlo |
|---|---|---|
| Progressivo annuale | 1/2026, 2/2026, 3/2026 | È il sistema più semplice e leggibile |
| Progressivo continuo | 548, 549, 550 | Può continuare tra anni diversi se non crea duplicati |
| Sezionali | ITA-1/2026, EST-1/2026 | Utile per separare flussi diversi mantenendo l’univocità |
Posso usare 1, 2, 3 senza indicare l’anno?
Sì, se la numerazione consente comunque di identificare senza ambiguità la fattura. Inserire l’anno nel numero non è una condizione assoluta, ma è consigliabile quando riparti da 1 ogni gennaio perché evita di avere più fatture chiamate semplicemente “n. 1” in anni diversi senza un riferimento immediato.
Cosa succede se a gennaio continuo la numerazione dell’anno precedente?
Non è un errore. Se l’ultima fattura dell’anno precedente era la 250, puoi emettere la successiva come 251 anche nel nuovo anno. L’importante è mantenere una sequenza coerente e non generare duplicati.
Posso cambiare sistema di numerazione?
Sì, ma il cambio deve essere gestito in modo ordinato. Se passi da una numerazione continua a una annuale, ad esempio, usa un formato che renda immediatamente distinguibili i documenti. Evita di creare due fatture che possano essere confuse tra loro.
Numerazione e fattura elettronica: cosa cambia?
La fattura elettronica continua ad avere un numero scelto dal contribuente. Lo SdI attribuisce propri identificativi tecnici al file, ma questi non sostituiscono la numerazione fiscale della fattura.
Per RF19, N2.2, SdI e termini di trasmissione consulta la guida alla fatturazione elettronica nel forfettario.
Cosa fare se salto un numero?
Un buco nella sequenza non va “coperto” inventando una fattura. Prima controlla se il documento esiste, se è rimasto in bozza, se è stato scartato dallo SdI oppure se il gestionale ha prenotato un numero e poi non lo ha utilizzato.
Se il salto deriva da un errore tecnico, conserva la documentazione che permette di spiegare la sequenza. Non modificare retroattivamente fatture già emesse solo per rendere esteticamente perfetta la numerazione.
Fattura scartata dallo SdI: uso lo stesso numero?
Una fattura scartata si considera non emessa. La correzione va gestita preservando una sequenza chiara. In molti casi è possibile correggere il file e ritrasmettere il documento mantenendo numero e data coerenti; se il gestionale usa una numerazione diversa, occorre evitare duplicazioni e conservare la ricevuta di scarto.
Più codici ATECO: serve una numerazione diversa?
No. Avere più codici ATECO non obbliga automaticamente a usare numerazioni separate. Puoi utilizzare un’unica sequenza di fatture anche se svolgi più attività con la stessa Partita IVA.
I sezionali possono comunque essere utili se vuoi separare gestionalmente attività o flussi differenti. Il tema specifico è approfondito nella guida sulla numerazione con più codici ATECO.
Fatture italiane ed estere: posso usare due sezionali?
Sì. Puoi gestire, per esempio, una serie ITA e una serie EST, purché ogni serie sia coerente e ogni fattura resti univocamente identificata. La scelta è organizzativa: non è necessario creare un sezionale estero se non ti serve.
Note di credito: devono seguire la stessa numerazione?
Puoi inserirle nella stessa serie oppure utilizzare un sezionale dedicato alle note di variazione. Anche in questo caso la regola decisiva è l’univocità e la ricostruibilità della sequenza documentale.
Esempio pratico
Nel 2025 hai emesso 86 fatture numerate da 1/2025 a 86/2025. Il 2 gennaio 2026 puoi iniziare con 1/2026. Se invece nel 2025 utilizzavi una numerazione continua e l’ultima fattura era 486, puoi iniziare il 2026 con la 487. Entrambi i sistemi possono essere corretti.
Errori da evitare
- emettere due fatture con lo stesso identificativo;
- rinumerare retroattivamente fatture già emesse;
- confondere il numero della fattura con l’identificativo attribuito dallo SdI;
- creare sezionali diversi senza una logica coerente;
- usare più attività ATECO come motivo automatico per duplicare le serie;
- ignorare le ricevute di scarto quando sembra mancare un numero.
Domande frequenti
No. Puoi continuare una numerazione progressiva già iniziata, purché ogni fattura resti identificata in modo univoco.
Sì. È una modalità comune e puoi usare formati come 1/2026, 2/2026 e così via.
Sì, se ti aiutano a separare flussi diversi e ogni serie mantiene una numerazione coerente e univoca.
No. Più codici ATECO non obbligano ad avere due serie di fatture. Puoi scegliere sezionali distinti solo per esigenze organizzative.
Non automaticamente. Va ricostruita la causa del salto e conservata la documentazione utile, evitando di modificare retroattivamente fatture già emesse.
Fonti ufficiali
- DPR 633/1972, articolo 21 – numero progressivo e contenuto della fattura
- Agenzia delle Entrate – fatturazione elettronica e SdI
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