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Regime Forfettario
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CONSULENZE FORFETTARIO

Fattura a cliente americano nel forfettario: USA, SdI e dollari

Emettere una fattura a un cliente americano nel regime forfettario richiede di distinguere prima di tutto se il cliente negli Stati Uniti è un’impresa o un privato e se stai fatturando un servizio o una cessione di beni. Per una normale prestazione di servizi B2B resa a un soggetto passivo USA, la regola generale è quella dell’articolo 7-ter del DPR 633/1972: l’operazione non è territorialmente rilevante in Italia e nella fattura elettronica va gestita come operazione non soggetta.

Cliente USA business o privato: perché cambia il trattamento

Se il cliente americano è un’impresa che acquista il servizio nell’ambito della propria attività, la prestazione generica B2B segue normalmente il luogo del committente. Se invece il cliente è un consumatore privato, la territorialità cambia: per molte prestazioni B2C la regola generale porta il servizio in Italia, salvo specifiche deroghe per particolari categorie di servizi.

Il fatto che tu sia in regime forfettario non elimina la necessità di individuare correttamente la territorialità. Cambia però il modo in cui applichi l’IVA, perché il forfettario non addebita l’imposta nelle operazioni che rientrano nel regime.

Prestazione di servizi B2B a un’azienda americana

Per una prestazione generica resa a un’impresa stabilita negli Stati Uniti, il riferimento è l’articolo 7-ter del DPR 633/1972. La prestazione non si considera effettuata in Italia. In fattura va quindi indicata la natura coerente con l’operazione non soggetta per territorialità e una descrizione che richiami il motivo della non applicazione dell’IVA.

Nel tracciato XML, per le operazioni non soggette per carenza del requisito territoriale si utilizza normalmente N2.1. È diverso da N2.2, che riguarda altre operazioni non soggette e viene usato, tra l’altro, per fatture domestiche del forfettario.

Codice destinatario per un cliente americano

Per un cliente estero non stabilito in Italia, nella fattura elettronica trasmessa tramite SdI si utilizza il codice destinatario convenzionale XXXXXXX. Il cliente americano non riceve la fattura tramite SdI come un soggetto italiano: è quindi opportuno inviargli anche una copia leggibile, ad esempio PDF, coerente con i dati contenuti nell’XML.

Posso emettere la fattura in dollari?

Il tracciato della fattura elettronica consente di valorizzare il campo “Divisa”, ma la normativa italiana richiede particolare attenzione agli importi fiscalmente rilevanti. L’articolo 21 del DPR 633/1972 prevede che aliquota, imponibile e imposta siano espressi con arrotondamento al centesimo di euro. Per evitare incoerenze contabili, la soluzione più lineare è emettere l’XML con valori fiscali in euro e, se serve commercialmente, indicare nelle informazioni descrittive anche il controvalore in dollari e il cambio applicato.

Se il pagamento avviene in USD, conserva il criterio di conversione utilizzato e riconcilia l’incasso con il valore contabilizzato in euro. Per operazioni ripetute è utile definire una procedura uniforme.

Fattura USA e marca da bollo

Le fatture senza IVA possono essere soggette all’imposta di bollo da 2 euro quando ricorrono i presupposti e l’importo supera 77,47 euro. Anche i documenti elettronici relativi a operazioni transfrontaliere possono entrare nei controlli dell’Agenzia delle Entrate sul bollo elettronico. Va quindi verificato caso per caso se l’operazione rientra tra quelle assoggettate.

Se vendi beni negli Stati Uniti, non usare automaticamente la regola dei servizi

La cessione di beni verso gli Stati Uniti segue regole diverse dalle prestazioni di servizi. Se i beni vengono esportati fuori dall’Unione europea, occorre verificare i requisiti dell’esportazione e la relativa documentazione doganale. Non è corretto usare automaticamente N2.1 solo perché il cliente è americano: bisogna prima classificare l’operazione.

Cliente privato USA: attenzione alle deroghe B2C

Se il cliente statunitense è un privato, molte prestazioni seguono la regola B2C e possono essere territorialmente rilevanti in Italia, mentre altre categorie hanno regole speciali. Servizi elettronici, consulenze particolari, diritti, pubblicità e altre prestazioni possono richiedere una verifica specifica. Prima di usare N2.1 bisogna quindi accertare che il cliente agisca davvero come soggetto passivo oppure che la prestazione rientri in una deroga applicabile.

Fattura a cliente USA: esempio pratico

Un consulente italiano in regime forfettario presta un servizio di consulenza digitale a una società di New York per 2.000 euro. Il cliente è un’impresa e il servizio è una prestazione generica B2B. La fattura elettronica viene trasmessa allo SdI con codice destinatario XXXXXXX, senza IVA italiana e con natura N2.1. Al cliente viene inviata anche una copia leggibile. Se il pagamento avviene in dollari, il consulente conserva il criterio di conversione e riconcilia l’incasso con il valore in euro.

Checklist prima di inviare la fattura

  • verifica se il cliente USA è business o privato;
  • classifica correttamente servizio o cessione di beni;
  • controlla la territorialità dell’operazione;
  • usa XXXXXXX come codice destinatario per il cliente estero;
  • scegli la natura IVA coerente, ad esempio N2.1 per servizi B2B non territoriali;
  • gestisci in modo coerente eventuali importi in dollari;
  • verifica il bollo elettronico;
  • invia al cliente una copia leggibile della fattura.

Domande frequenti

Quale codice destinatario uso per un cliente americano?

Per un cliente estero non stabilito in Italia si utilizza il codice destinatario convenzionale XXXXXXX nella fattura elettronica trasmessa allo SdI.

Quale natura IVA uso per una consulenza a un’azienda USA?

Per una prestazione generica B2B non territorialmente rilevante in Italia si utilizza normalmente N2.1, dopo avere verificato che il cliente agisca come soggetto passivo.

Posso fatturare in dollari a un cliente americano?

Puoi concordare il prezzo in dollari, ma l’XML italiano richiede attenzione perché gli importi fiscalmente rilevanti devono rispettare le regole dell’articolo 21 DPR 633/1972. È prudente gestire i valori fiscali in euro e indicare eventualmente il controvalore USD.

Una fattura a cliente USA paga il bollo?

Può essere soggetta al bollo da 2 euro se ricorrono i presupposti previsti per le fatture senza IVA e l’importo supera 77,47 euro.

La fattura a un privato americano è uguale a quella a un’azienda?

No. Le regole di territorialità B2C sono diverse da quelle B2B e vanno verificate in base al tipo di servizio.

Per vendere beni negli USA uso N2.1?

Non automaticamente. Le esportazioni di beni seguono regole diverse dalle prestazioni di servizi e richiedono anche la documentazione doganale prevista.

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