Come si calcolano le tasse nel regime forfettario?
Per calcolare le tasse nel regime forfettario non devi applicare il 5% o il 15% direttamente al fatturato. La sequenza corretta è: considerare gli incassi fiscalmente rilevanti, applicare il coefficiente di redditività, calcolare i contributi previdenziali e dedurre quelli obbligatori effettivamente versati; solo sul reddito che resta si applica l’imposta sostitutiva del 5% o del 15%.
È questo il punto che genera più errori: contributi previdenziali e imposta sostitutiva sono due calcoli distinti. Inoltre, nel forfettario i normali costi dell’attività non si sottraggono analiticamente come nel regime ordinario, perché sono già rappresentati in modo forfettario dal coefficiente di redditività.
La formula per calcolare le tasse nel regime forfettario
Il calcolo manuale può essere riassunto in quattro passaggi:
- incassi dell’anno × coefficiente di redditività = reddito forfettario lordo;
- su questo reddito si determina la contribuzione previdenziale secondo la propria gestione;
- reddito forfettario lordo − contributi previdenziali obbligatori deducibili = base dell’imposta sostitutiva;
- base imponibile × 5% oppure 15% = imposta sostitutiva.
Se vuoi ottenere subito una stima automatica puoi usare il nostro calcolatore tasse e contributi del regime forfettario. Questa pagina, invece, serve a capire il procedimento manuale e soprattutto a evitare di confondere base fiscale, contributi e denaro che resta realmente disponibile.
1. Parti dagli incassi, non semplicemente dalle fatture emesse
Nel regime forfettario, per le normali attività professionali e d’impresa soggette al principio di cassa, conta ciò che hai effettivamente incassato nel periodo d’imposta. Una fattura emessa a dicembre ma pagata a gennaio dell’anno successivo, in linea generale, entra nel calcolo dell’anno in cui viene incassata.
Questo passaggio è importante sia per il calcolo del reddito sia per il controllo delle soglie del regime. Prima di fare qualsiasi moltiplicazione conviene quindi riconciliare fatture, bonifici, pagamenti con carta, marketplace e altri accrediti.
2. Applica il coefficiente di redditività corretto
Il coefficiente di redditività stabilisce quale quota degli incassi viene considerata reddito forfettario. Non è un’aliquota fiscale e non è una percentuale di tasse: serve soltanto a trasformare gli incassi in reddito.
Per esempio, con 30.000 euro di incassi e coefficiente del 78%: 30.000 × 78% = 23.400 euro di reddito forfettario lordo.
La parte restante, nell’esempio il 22%, rappresenta i costi riconosciuti forfettariamente dal sistema anche se le spese realmente sostenute sono maggiori o minori. Per verificare il coefficiente della tua attività puoi consultare la nostra tabella dei coefficienti di redditività.
Il caso del codice ATECO 74.99.99
La domanda originaria riguardava un’attività oggi riconducibile al codice ATECO 2025 74.99.99 – Tutte le altre attività varie professionali, scientifiche e tecniche n.c.a.. La classificazione ISTAT 2025 comprende in questa voce diverse attività tecniche residuali; il codice non deve però essere usato come “contenitore generico” quando esiste una voce più specifica per il lavoro realmente svolto.
Per le attività professionali ricondotte a questa area il coefficiente utilizzato nel forfettario è normalmente il 78%. Prima di fare i conti è quindi opportuno verificare che il codice descriva davvero l’attività esercitata.
3. Calcola i contributi previdenziali con la gestione corretta
I contributi non sono uguali per tutte le Partite IVA. Il calcolo cambia se sei un libero professionista in Gestione Separata, un artigiano, un commerciante oppure un professionista iscritto a una Cassa autonoma.
Professionista in Gestione Separata
Per il 2026 l’INPS ha pubblicato con la circolare n. 8/2026 le aliquote della Gestione Separata. Per il libero professionista senza altra copertura previdenziale obbligatoria l’aliquota ordinariamente utilizzata è il 26,07%; in presenza di altra tutela previdenziale obbligatoria o pensione può applicarsi l’aliquota del 24%, quando ricorrono i relativi presupposti.
Con reddito forfettario lordo di 23.400 euro e aliquota 26,07%, la contribuzione teorica dell’anno è 6.100,38 euro.
Questo esempio serve a stimare l’onere previdenziale. Per il calcolo fiscale dell’imposta sostitutiva bisogna poi considerare i contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e deducibili nel periodo, che nel primo anno possono non coincidere perfettamente con i contributi maturati economicamente sul reddito dello stesso anno.
Artigiani e commercianti
Per artigiani e commercianti il meccanismo è diverso. L’INPS prevede un contributo sul minimale e una contribuzione aggiuntiva sul reddito eccedente. La circolare INPS n. 14/2026 indica per il 2026 aliquote del 24% per gli artigiani e del 24,48% per i commercianti, oltre alle regole sul minimale e sulle fasce di reddito.
Per questo non è corretto prendere automaticamente l’aliquota della Gestione Separata e applicarla a qualsiasi forfettario.
4. Deduzione dei contributi: non sono “solo parzialmente deducibili”
Una delle imprecisioni più comuni consiste nel dire che nel forfettario i contributi sono semplicemente “parzialmente deducibili”. La regola va formulata meglio: i contributi previdenziali obbligatori versati e fiscalmente deducibili si sottraggono dal reddito forfettario secondo la disciplina prevista dalla legge.
La normativa del regime forfettario è contenuta nell’articolo 1 della Legge 190/2014. Il risultato della deduzione è la base sulla quale si applica il 5% o il 15%.
Esempio completo: 30.000 euro di incassi
Supponiamo un professionista con 30.000 euro di compensi incassati, coefficiente del 78% e 6.000 euro di contributi previdenziali obbligatori effettivamente versati e deducibili nell’anno.
- reddito forfettario lordo: 30.000 × 78% = 23.400 euro;
- base imposta sostitutiva: 23.400 − 6.000 = 17.400 euro;
- imposta al 15%: 17.400 × 15% = 2.610 euro;
- imposta al 5%: 17.400 × 5% = 870 euro.
Quindi non è corretto fare 30.000 × 15% = 4.500 euro. Il 15% non si applica direttamente agli incassi e, quando spettano, i contributi deducibili riducono ulteriormente la base dell’imposta sostitutiva.
5% o 15%: l’aliquota non si sceglie liberamente
L’aliquota ordinaria dell’imposta sostitutiva è il 15%. Il 5% può essere applicato nei primi cinque periodi d’imposta soltanto quando sono rispettati i requisiti previsti per la nuova attività. Non basta avere appena aperto la Partita IVA.
Tra gli aspetti da verificare ci sono l’assenza di una precedente attività d’impresa, arte o professione nel periodo previsto dalla norma e il fatto che la nuova attività non costituisca mera prosecuzione di un lavoro precedente, salvo le eccezioni previste. Abbiamo approfondito la differenza nella guida su imposta sostitutiva al 5% o al 15%.
Tasse dovute e soldi da accantonare non sono la stessa cosa
Il calcolo fiscale ti dice quanto pesa imposta e previdenza, ma non coincide automaticamente con il denaro che resta realmente in tasca. Nel forfettario i costi effettivi non riducono analiticamente il reddito fiscale, ma continuano naturalmente a essere pagati dall’attività.
Software, affitto, collaborazioni, pubblicità, telefono, auto, attrezzature e commissioni delle piattaforme possono quindi ridurre il tuo guadagno economico anche se non cambiano la base forfettaria. Se vuoi misurare ciò che resta dopo fisco, previdenza e costi reali, usa la guida al calcolo del netto nel regime forfettario.
Saldo e acconti: perché il primo F24 può sembrare molto alto
Un altro errore frequente è confrontare il primo pagamento F24 con la sola imposta relativa all’anno precedente. In dichiarazione puoi trovarti a versare contemporaneamente il saldo dell’imposta dovuta per l’anno chiuso e gli acconti per l’anno in corso.
Per questo la cifra materialmente pagata in una scadenza può essere molto più alta dell’aliquota teorica calcolata sul reddito. Nella pianificazione della liquidità conviene distinguere sempre imposta sostitutiva, contributi previdenziali, saldo dell’anno precedente, acconti dell’anno corrente ed eventuali altri tributi personali.
Errori da evitare nel calcolo
- applicare il 5% o il 15% direttamente al fatturato;
- usare le fatture emesse senza verificare gli incassi fiscalmente rilevanti;
- confondere coefficiente di redditività e aliquota d’imposta;
- sottrarre tutte le spese reali dal reddito forfettario;
- dimenticare la deduzione dei contributi previdenziali obbligatori versati;
- applicare automaticamente il 26,07% INPS a ogni attività;
- considerare automatico il 5% solo perché la Partita IVA è nuova;
- confondere imposte dovute con saldo e acconti effettivamente versati nell’anno.
Domande frequenti
Le tasse del forfettario si calcolano sul fatturato?
No. Il punto di partenza sono gli incassi fiscalmente rilevanti, ai quali si applica il coefficiente di redditività. I contributi previdenziali obbligatori deducibili riducono poi la base dell’imposta sostitutiva.
I costi reali si possono scaricare?
Di regola non vengono dedotti analiticamente dal reddito dell’attività forfettaria: il sistema li riconosce attraverso la quota implicita nel coefficiente di redditività. Restano però costi economici reali da considerare quando valuti la convenienza del regime.
I contributi INPS si calcolano prima o dopo il 15%?
Il calcolo previdenziale segue le regole della gestione di appartenenza. Fiscalmente, i contributi previdenziali obbligatori deducibili vengono sottratti dal reddito forfettario prima di applicare l’imposta sostitutiva.
Con ATECO 74.99.99 il coefficiente è 78%?
Per le attività professionali ricondotte a questa voce il coefficiente è normalmente il 78%; prima va però verificato che 74.99.99 sia davvero il codice corretto per l’attività concreta e che non esista una classificazione ATECO più specifica.
Quanto devo accantonare ogni mese?
Dipende da coefficiente, previdenza, aliquota 5% o 15%, costi reali e acconti. Per una gestione prudente conviene separare ogni mese una quota destinata a imposte e contributi anziché attendere le scadenze annuali.
Raccontaci la tua situazione. Ti aiutiamo a capire come procedere e quale soluzione è più adatta alla tua attività.