Il regime forfettario offre una tassazione semplice e diversi vantaggi, ma non è automaticamente la scelta più conveniente per ogni Partita IVA. La convenienza dipende soprattutto dai costi reali dell’attività, dalla previdenza, dal tipo di clientela e dalla possibilità di utilizzare deduzioni e detrazioni IRPEF.
I principali vantaggi del regime forfettario
Imposta sostitutiva al 15% o al 5%
Il reddito forfettario è soggetto a un’imposta sostitutiva del 15%. Per le nuove attività che rispettano tutti i requisiti previsti dalla legge l’aliquota può essere ridotta al 5% per cinque periodi d’imposta.
Calcolo semplice del reddito
Il reddito non viene determinato sottraendo tutte le spese effettivamente sostenute, ma applicando ai ricavi o compensi il coefficiente di redditività previsto per l’attività.
Dal risultato possono poi essere dedotti i contributi previdenziali obbligatori versati secondo le regole del regime.
IVA non addebitata al cliente
Nelle operazioni ordinarie il forfettario non addebita l’IVA in fattura. Questo può rappresentare un vantaggio commerciale soprattutto quando i clienti sono privati o soggetti che non recuperano l’IVA.
Contabilità più semplice
Gli adempimenti contabili sono ridotti rispetto al regime ordinario. Resta però l’obbligo di conservare la documentazione e, oggi, la fatturazione elettronica riguarda in via generale anche i contribuenti forfettari.
Gli svantaggi del regime forfettario
Le spese reali non sono deducibili
Affitto, auto, carburante, software, attrezzature, collaboratori e altre spese non vengono normalmente dedotti analiticamente dal reddito forfettario. Se l’attività ha costi elevati, questo può rendere più conveniente un regime ordinario.
L’IVA sugli acquisti non si recupera
Il forfettario non detrae l’IVA pagata sugli acquisti. Chi sostiene investimenti importanti può quindi sopportare un costo effettivo maggiore.
Detrazioni IRPEF non utilizzabili sull’imposta sostitutiva
Spese mediche, interessi sul mutuo e altre detrazioni IRPEF non riducono direttamente l’imposta sostitutiva del regime forfettario. Possono comunque essere utilizzate se il contribuente possiede anche altri redditi soggetti a IRPEF sufficienti ad assorbirle.
Limite di 85.000 e soglia di 100.000 euro
La soglia ordinaria di ricavi o compensi per applicare il regime è di 85.000 euro.
Il superamento deve però essere distinto dalla soglia di 100.000 euro, oltre la quale opera la fuoriuscita immediata dal regime secondo le regole previste dalla normativa.
Riduzione INPS del 35%: non vale per tutti
La riduzione contributiva del 35% non riguarda qualsiasi titolare di Partita IVA. È un regime previdenziale agevolato destinato agli iscritti alle Gestioni INPS Artigiani e Commercianti che applicano il forfettario e ne richiedono l’accesso.
Quando conviene il regime forfettario
- quando i costi reali dell’attività sono contenuti rispetto alla quota forfettaria riconosciuta;
- quando l’aliquota sostitutiva è vantaggiosa rispetto alla tassazione ordinaria;
- quando si lavora soprattutto con clienti privati e il mancato addebito IVA costituisce un vantaggio;
- quando non si perdono importanti benefici fiscali utilizzabili soltanto contro l’IRPEF.
Quando può convenire il regime ordinario
Il regime ordinario merita un confronto quando l’attività sostiene molti costi e investimenti, quando è importante recuperare l’IVA oppure quando deduzioni e detrazioni IRPEF hanno un peso rilevante.
La convenienza va quindi misurata sul netto finale, non semplicemente confrontando il 15% con le aliquote IRPEF.
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