• Passa alla navigazione primaria
  • Passa al contenuto principale
  • Passa al piè di pagina
Logo di Regime Forfettario

Regime Forfettario

La guida per la tua partita Iva forfettaria

  • Inizia da qui
  • Tariffe
  • Contattaci
  • Guide
  • Codici ATECO
  • Consulenze
  • Scadenze

Cosa vuol dire forfettario? Significato ed esempio pratico

Cosa vuol dire forfettario con Partita IVA, calcolatrice e coefficiente di redditività

Cosa vuol dire forfettario? Significa che il reddito sul quale calcolare le imposte non viene determinato sottraendo uno per uno tutti i costi realmente sostenuti. Ai ricavi o compensi viene invece applicata una percentuale prestabilita, chiamata coefficiente di redditività.

Il termine “forfettario”, quindi, non significa che le tasse abbiano sempre lo stesso importo. A essere determinata a forfait è la parte degli incassi considerata reddito, mentre l’imposta varia in base a quanto si incassa, al coefficiente applicabile, ai contributi previdenziali e all’aliquota del 5% o del 15%.

La risposta in breve

Essere forfettario significa utilizzare un metodo semplificato per calcolare il reddito dell’attività. Invece di sottrarre dai ricavi le spese effettivamente sostenute, la legge riconosce una quota di costi prestabilita in base al tipo di attività esercitata.

Per esempio, se il coefficiente di redditività è del 78%, la stessa percentuale degli incassi viene considerata reddito lordo dell’attività. Il restante 22,00% rappresenta la quota di costi riconosciuta automaticamente.

Forfettario non significa pagare una tassa fissa: indica il metodo utilizzato per determinare il reddito sul quale vengono calcolate imposte e contributi.

Forfettario: significato del termine

La parola “forfettario” richiama il concetto di forfait, cioè una misura stabilita in modo complessivo e predeterminato. Nel regime forfettario la legge non richiede di ricostruire analiticamente tutti i costi sostenuti per produrre il reddito.

Viene invece attribuita a ciascuna attività una percentuale, collegata al relativo codice ATECO, che stabilisce quanta parte dei ricavi o compensi debba essere considerata reddito.

Il regime è riservato alle persone fisiche che esercitano individualmente un’attività d’impresa, un’arte o una professione e che rispettano i requisiti previsti. Per conoscere tutte le condizioni di accesso, i limiti e le cause di esclusione puoi consultare la guida completa al regime forfettario.

Si scrive forfetario o forfettario?

Nei testi normativi e nelle comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate viene utilizzata prevalentemente la forma regime forfetario, con una sola “t”. Nel linguaggio comune e nelle ricerche effettuate su Google è invece molto diffusa la forma regime forfettario, con due “t”.

Le due espressioni indicano lo stesso regime fiscale. Non esiste quindi alcuna differenza tra essere “forfetario” ed essere “forfettario”.

Come funziona il calcolo forfettario del reddito

Il calcolo parte dai ricavi o compensi percepiti durante l’anno. A tale importo si applica il coefficiente di redditività previsto per l’attività esercitata.

  1. Si determinano i ricavi o compensi effettivamente percepiti.
  2. Si applica il coefficiente di redditività collegato all’attività.
  3. Dal reddito così determinato si deducono i contributi previdenziali obbligatori versati.
  4. Sul reddito imponibile residuo si applica l’imposta sostitutiva del 15% oppure, quando spettante, del 5%.

Il coefficiente di redditività non è uguale per tutti. Può cambiare in base al settore economico e al codice ATECO. Per esempio, molte attività professionali applicano il coefficiente del 78%, mentre per altre attività sono previste percentuali differenti.

Puoi verificare le diverse percentuali nella guida dedicata al coefficiente di redditività.

Esempio pratico: ricavi di 10.000 euro e coefficiente del 78%

Consideriamo un professionista che durante l’anno incassa 10.000 euro e applica un coefficiente di redditività del 78%.

VoceCalcoloImporto
Ricavi o compensiImporto incassato10.000 euro
Reddito forfettario lordo10.000 × 78%7.800 €
Costi riconosciuti a forfait10.000 × 22,00%2.200 €
Imposta sostitutiva al 15%7.800 € × 15%1.170 €
Imposta sostitutiva al 5%7.800 € × 5%390 €

L’esempio mostra il funzionamento del coefficiente, ma non considera la deduzione dei contributi previdenziali obbligatori. Nel calcolo effettivo, i contributi versati vengono normalmente sottratti dal reddito forfettario prima di applicare l’imposta sostitutiva.

Se, per esempio, dal reddito forfettario lordo di 7.800 € devono essere dedotti 2.000 euro di contributi obbligatori, l’imposta sostitutiva verrà calcolata su 5.800 €.

Il coefficiente di redditività non rappresenta i costi

Uno degli errori più frequenti consiste nel considerare il coefficiente di redditività come la percentuale dei costi. In realtà è esattamente il contrario.

Con un coefficiente del 78%:

  • il 78% dei ricavi o compensi viene considerato reddito lordo;
  • il restante 22,00% rappresenta la quota di costi riconosciuta forfettariamente.

Con un coefficiente del 67%, invece, il reddito forfettario è pari al 67% degli incassi e la quota di costi riconosciuta è pari al 33%.

Più alto è il coefficiente, maggiore è la parte degli incassi considerata reddito. Un coefficiente elevato non rappresenta quindi necessariamente un vantaggio.

Quali costi si possono dedurre nel regime forfettario?

Nel regime forfettario le normali spese sostenute per svolgere l’attività non vengono generalmente sottratte una per una dal reddito.

Tra queste possono rientrare, per esempio:

  • computer, telefono e attrezzature;
  • carburante e spese per l’automobile;
  • affitto dell’ufficio o dello studio;
  • software e servizi online;
  • consulenze e assicurazioni professionali;
  • corsi di formazione e spese pubblicitarie.

Questi costi sono già considerati, in modo forfettario, nella percentuale complementare al coefficiente di redditività. Non importa quindi se le spese reali risultano superiori o inferiori a quelle riconosciute dalla legge.

La principale eccezione è rappresentata dai contributi previdenziali obbligatori versati, che possono essere dedotti dal reddito forfettario prima del calcolo dell’imposta sostitutiva.

Per approfondire puoi leggere l’articolo dedicato a cosa si può scaricare nel regime forfettario.

Quanto paga di tasse un forfettario?

Il contribuente forfettario applica al reddito imponibile un’imposta sostitutiva. L’aliquota ordinaria è pari al 15%.

L’aliquota del 5% può essere applicata per i primi 5 periodi d’imposta soltanto se sono rispettate le condizioni previste per le nuove attività.

  • Il contribuente non deve aver esercitato, nei tre anni precedenti, un’attività d’impresa, artistica o professionale.
  • La nuova attività non deve costituire la semplice prosecuzione di un precedente lavoro dipendente o autonomo, salvo il periodo di pratica obbligatoria.
  • Quando viene proseguita un’attività svolta da un altro soggetto, devono essere rispettate le condizioni previste sui ricavi o compensi precedenti.

Aprire una nuova partita IVA non comporta quindi automaticamente l’applicazione del 5%. In mancanza dei requisiti si applica l’aliquota ordinaria del 15%.

La verifica completa è disponibile nella guida sul regime forfettario al 5% o al 15%.

Tasse e contributi non sono la stessa cosa

L’imposta sostitutiva del 5% o del 15% non comprende i contributi previdenziali. Si tratta di due obblighi distinti.

I contributi cambiano in base al tipo di attività e all’inquadramento previdenziale:

  • i professionisti senza cassa previdenziale autonoma si iscrivono generalmente alla Gestione Separata INPS;
  • artigiani e commercianti sono normalmente iscritti alle rispettive gestioni INPS;
  • alcuni professionisti devono iscriversi alla cassa previdenziale prevista dal proprio ordine.

Per conoscere il costo complessivo della partita IVA non è quindi sufficiente applicare il 5% o il 15%. Occorre considerare anche i contributi previdenziali, che in alcuni casi possono rappresentare la parte più rilevante dell’esborso.

Il forfettario applica l’IVA?

Nelle normali operazioni nazionali il contribuente forfettario non addebita l’IVA al cliente. Di conseguenza, nelle fatture viene indicato il corrispettivo senza aggiungere l’imposta.

Allo stesso tempo, il forfettario non può detrarre l’IVA pagata sugli acquisti. L’IVA sostenuta per comprare beni e servizi resta quindi un costo effettivo dell’attività.

Restano regole specifiche per determinate operazioni, comprese quelle con soggetti esteri, gli acquisti intracomunitari e i casi nei quali il contribuente assume la posizione di debitore dell’imposta.

Chi può essere forfettario?

Possono applicare il regime le persone fisiche che esercitano individualmente un’attività d’impresa, un’arte o una professione e che rispettano i requisiti previsti dalla legge.

Tra le condizioni principali rientra il limite di 85.000 € di ricavi o compensi. Il regime cessa dall’anno successivo quando gli incassi superano 85.000 € ma non 100.000 €. Se i ricavi o compensi superano 100.000 €, la fuoriuscita avviene invece nello stesso anno.

Il limite dei ricavi non è però l’unico elemento da controllare. Devono essere verificati anche gli altri requisiti, le partecipazioni societarie, gli eventuali rapporti prevalenti con precedenti datori di lavoro e le cause di esclusione.

La pagina dedicata ai requisiti del regime forfettario contiene l’analisi completa delle condizioni di accesso e permanenza.

Differenza tra regime forfettario e regime ordinario

La differenza principale riguarda il modo in cui si determina il reddito dell’attività.

CaratteristicaRegime forfettarioRegime ordinario
RedditoCalcolato applicando un coefficiente ai ricavi o compensiCalcolato considerando ricavi e costi fiscalmente rilevanti
Spese effettiveNon dedotte analiticamenteDeducibili quando rispettano le condizioni fiscali
Imposta sul redditoImposta sostitutiva del 15% o, se spettante, del 5%IRPEF progressiva e relative addizionali
IVAGeneralmente non addebitata e non detrattaApplicata e detratta secondo le regole ordinarie
ContabilitàObblighi semplificatiAdempimenti più articolati

Essere forfettario conviene sempre?

No. Il regime può risultare conveniente grazie all’imposta sostitutiva e agli obblighi contabili ridotti, ma la convenienza dipende dalla situazione concreta.

Occorre considerare almeno:

  • l’ammontare dei ricavi o compensi;
  • il coefficiente di redditività dell’attività;
  • le spese realmente sostenute;
  • i contributi previdenziali;
  • l’eventuale diritto all’aliquota del 5%;
  • l’IVA non detraibile sugli acquisti;
  • la possibilità di utilizzare detrazioni e deduzioni IRPEF.

Un’attività con poche spese può beneficiare maggiormente del calcolo forfettario. Al contrario, quando i costi reali sono elevati, il reddito determinato attraverso il coefficiente può risultare superiore al guadagno effettivamente ottenuto.

Per approfondire puoi consultare l’analisi dedicata a quando conviene il regime forfettario.

Cosa non significa essere forfettario

Riassumendo, essere forfettario non significa:

  • pagare ogni anno una tassa dello stesso importo;
  • avere automaticamente diritto all’aliquota del 5%;
  • non dover pagare i contributi previdenziali;
  • poter sottrarre dal reddito tutte le spese realmente sostenute;
  • non avere obblighi fiscali o amministrativi;
  • poter utilizzare il regime indipendentemente dai ricavi e dalle altre condizioni previste.

Il termine indica soltanto un particolare metodo di determinazione del reddito, inserito all’interno di un regime fiscale che prevede requisiti, esclusioni e adempimenti specifici.

Domande frequenti sul significato di forfettario

Cosa vuol dire essere forfettario?

Significa determinare il reddito dell’attività applicando ai ricavi o compensi un coefficiente di redditività prestabilito, invece di sottrarre analiticamente tutti i costi realmente sostenuti.

Forfettario significa pagare una tassa fissa?

No. L’importo delle imposte cambia in base ai ricavi o compensi, al coefficiente di redditività, ai contributi previdenziali deducibili e all’aliquota applicabile. È forfettario il metodo di calcolo del reddito, non la tassa finale.

Si scrive regime forfetario o regime forfettario?

Entrambe le forme indicano lo stesso regime. Nei testi normativi prevale “forfetario” con una sola t, mentre nel linguaggio comune e nelle ricerche online è molto utilizzata la forma “forfettario” con due t.

Il coefficiente di redditività rappresenta i costi?

No. Il coefficiente rappresenta la percentuale dei ricavi o compensi considerata reddito. La percentuale restante costituisce la quota di costi riconosciuta forfettariamente.

Chi apre una nuova partita IVA paga sempre il 5%?

No. L’aliquota del 5% spetta soltanto quando sono rispettate le condizioni previste per le nuove attività. In assenza dei requisiti si applica l’aliquota ordinaria del 15%.

Nel regime forfettario si possono scaricare le spese?

Le normali spese dell’attività non vengono dedotte una per una. I costi sono riconosciuti attraverso la percentuale complementare al coefficiente di redditività. Restano deducibili i contributi previdenziali obbligatori versati.

I contributi INPS sono compresi nell’imposta del 5% o del 15%?

No. Imposta sostitutiva e contributi previdenziali sono due obblighi distinti. I contributi dipendono dall’inquadramento previdenziale e quelli obbligatori versati possono ridurre il reddito sul quale viene calcolata l’imposta.

Il forfettario applica l’IVA in fattura?

Nelle normali operazioni nazionali il contribuente forfettario non addebita l’IVA al cliente e non detrae l’IVA pagata sugli acquisti. Restano regole specifiche per particolari operazioni nazionali e con l’estero.

Fonti ufficiali

  • Agenzia delle Entrate – Regime forfetario
  • Agenzia delle Entrate – Reddito e tassazione
  • Agenzia delle Entrate – Semplificazioni e adempimenti
  • Legge 23 dicembre 2014, n. 190 – Normattiva

Consulente Regime Forfettario

Richiedi una consulenza gratuita

Prenota una call con un nostro consulente scegliendo data e orario, oppure scrivici via email.

Prenota una call Invia una email
«Quanto costa un commercialista per il regime forfettario nel 2025?
40.000 euro lordi quanto sono netti?»

Footer

Regimeforfettario.it

La guida italiana per il regime forfettario
P.IVA 01843800473
REA: PT-184294

Risorse

Guide forfettario
Codici Ateco
Consulenze private

Informazioni legali

Termini e condizioni · Privacy Policy · Cookie Policy
  • Facebook
  • Instagram
  • LinkedIn
  • Telegram
  • YouTube

Copyright © 2026 Regimeforfettario · CREDITS