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Regime Forfettario

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Partita IVA assistente virtuale: ATECO, tasse e INPS

L’assistente virtuale non è una professione con un unico codice ATECO valido per tutti. Il corretto inquadramento dipende dai servizi realmente svolti: segreteria e back office, supporto amministrativo, customer care, organizzazione, consulenza gestionale e gestione dei social possono richiedere codici diversi. Per questo la scelta va fatta partendo dalle attività concrete, non dal nome commerciale “virtual assistant”.

Partita IVA assistente virtuale: dati principali

  • Codice ATECO tipico per segreteria e supporto d’ufficio: 82.10.00 – Attività amministrative e di supporto per le funzioni di ufficio.
  • Coefficiente forfettario del 82.10.00: 67%.
  • Altri codici possibili: dipendono da consulenza, marketing, customer service e altre prestazioni effettivamente offerte.
  • Previdenza: da verificare tra Gestione Separata e gestione propria dell’attività d’impresa in base alla forma concreta di lavoro.
  • Regime forfettario: possibile se sono rispettati requisiti e cause di esclusione.
  • Fattura elettronica: obbligatoria secondo le regole generali applicabili ai forfettari.

Quando serve la Partita IVA all’assistente virtuale

Quando l’attività viene svolta in modo abituale, organizzato e professionale per uno o più clienti, la Partita IVA è il normale inquadramento fiscale. Non conta soltanto quanto si incassa: continuità, organizzazione, promozione dei servizi e ripetitività delle prestazioni sono elementi decisivi.

Chi lavora stabilmente da remoto come supporto operativo per imprese e professionisti non dovrebbe quindi utilizzare la soglia dei 5.000 euro come regola per decidere se aprire o meno la Partita IVA. Per la procedura generale puoi leggere come aprire la Partita IVA.

Codice ATECO assistente virtuale: perché non ce n’è uno unico

ATECO classifica le attività economiche, non i nomi professionali utilizzati sul mercato. Due assistenti virtuali possono quindi avere codici differenti: una può svolgere principalmente segreteria e preparazione documenti, un’altra consulenza organizzativa, un’altra ancora social media e marketing.

La prima domanda da farsi è quindi: quale servizio genera la parte prevalente dei compensi? Da questa risposta si individua il codice principale e, se necessario, uno o più codici secondari.

ATECO 82.10.00 per segreteria e back office

Per un’assistente virtuale che svolge soprattutto segreteria e supporto amministrativo d’ufficio, il riferimento da verificare è 82.10.00 – Attività amministrative e di supporto per le funzioni di ufficio. Le note Istat includono preparazione di documenti, battitura ed elaborazione testi, supporto di segreteria, trascrizione, stesura di lettere e verbali e altre funzioni amministrative svolte per conto terzi.

Le attività comprese sono descritte nelle note ufficiali ATECO 2025 dell’Istat. Sul nostro sito trovi anche la scheda del codice ATECO 82.10.00.

Quando 82.10.00 non è il codice corretto

Il codice 82.10.00 non va usato come contenitore universale. Se l’attività prevalente consiste in consulenza imprenditoriale e gestionale, può essere più coerente il 70.20.09. Se si svolgono attività pubblicitarie o di marketing, va verificato un codice della relativa area. Se il lavoro consiste soprattutto in customer care strutturato o call center, può essere rilevante la classe 82.20.

Anche la gestione operativa dei social non deve essere inserita automaticamente nel codice di segreteria: strategia, campagne pubblicitarie, creazione di contenuti e semplice assistenza operativa sono attività differenti.

Supporto amministrativo non significa consulenza fiscale

Un’assistente virtuale può organizzare documenti, predisporre file, gestire scadenziari, raccogliere fatture e supportare i processi amministrativi del cliente. Questo non significa però poter esercitare attività riservate o presentarsi come commercialista, consulente fiscale o professionista abilitato quando non si possiedono i relativi requisiti.

ATECO distingue infatti le attività amministrative di supporto dalla contabilità professionale, dalla tenuta dei libri contabili e dalla consulenza fiscale. Il servizio offerto e il contratto con il cliente devono riflettere questa distinzione.

Come aprire la Partita IVA da assistente virtuale

Prima dell’apertura conviene elencare in modo concreto i servizi che verranno fatturati e stimare quali saranno prevalenti. Una volta definito l’inquadramento si procede con l’apertura fiscale, l’eventuale iscrizione previdenziale e, se l’attività ha natura d’impresa, con gli ulteriori adempimenti camerali eventualmente necessari.

  • elencare i servizi realmente offerti;
  • scegliere ATECO principale ed eventuali secondari;
  • verificare se l’attività ha natura professionale o imprenditoriale;
  • aprire la Partita IVA;
  • definire l’inquadramento INPS;
  • attivare la fatturazione elettronica;
  • predisporre contratti e gestione privacy coerenti con i servizi svolti.

Regime forfettario per assistente virtuale

L’assistente virtuale può applicare il regime forfettario quando rispetta i requisiti previsti e non ricade in una causa ostativa. Il limite ordinario è 85.000 €; oltre 100.000 € l’uscita dal regime avviene immediatamente secondo la disciplina vigente.

Vanno inoltre verificati eventuali redditi da lavoro dipendente o pensione nei casi rilevanti, rapporti prevalenti con attuali o precedenti datori di lavoro, partecipazioni societarie e spese per personale. Il quadro completo è nella guida ai requisiti e alle cause di esclusione dal forfettario.

Coefficiente di redditività: 67% o 78%?

Il coefficiente dipende dal codice ATECO realmente utilizzato. Per 82.10.00, che rientra nelle altre attività economiche, il coefficiente del forfettario è 67%. Attività di consulenza gestionale come il 70.20.09 rientrano invece nell’area professionale con coefficiente normalmente pari al 78%.

Questo è uno dei motivi per cui non è corretto attribuire a tutte le assistenti virtuali lo stesso coefficiente. Se sono presenti più attività con coefficienti differenti, i ricavi vanno gestiti distinguendo le attività secondo le regole del regime forfettario.

Esempio con ATECO 82.10.00

Se un’assistente virtuale con codice 82.10.00 incassa 30.000 euro nell’anno, il reddito forfettario prima dei contributi è:

  • 30.000 × 67% = 20.100 euro.

Da questo reddito vengono poi dedotti i contributi previdenziali obbligatori ammessi e sulla base residua si applica l’imposta sostitutiva del 5% o del 15%.

Imposta sostitutiva al 5% o al 15%

L’aliquota ordinaria è 15%. Per le nuove attività che rispettano tutte le condizioni previste può spettare l’aliquota del 5% per il periodo agevolato. Aprire una nuova Partita IVA non è però sufficiente, da solo, per ottenere il 5%.

Per verificare le condizioni puoi consultare la guida sull’imposta sostitutiva al 5% o al 15%.

Gestione Separata o Gestione Commercianti?

La previdenza non si determina guardando soltanto il codice ATECO. Se l’attività presenta realmente i caratteri della prestazione professionale personale, senza una cassa autonoma, può ricorrere la Gestione Separata INPS. Se invece viene esercitata con natura d’impresa, organizzazione imprenditoriale e obblighi camerali, può essere necessaria la gestione previdenziale propria dell’attività imprenditoriale.

La distinzione è approfondita nella guida su ATECO 82.10.00, Camera di Commercio e INPS. Non è una scelta libera fatta per pagare meno contributi: deve corrispondere al modo in cui il lavoro viene concretamente organizzato.

Contributi Gestione Separata nel 2026

Quando l’inquadramento corretto è quello del libero professionista in Gestione Separata e non esiste altra copertura previdenziale obbligatoria, nel 2026 l’aliquota complessiva è 26,07%. Per pensionati o soggetti già assicurati presso altra forma previdenziale obbligatoria, nei casi in cui resta dovuta la Gestione Separata, l’aliquota è 24%.

I valori sono indicati nella circolare INPS n. 8/2026. In Gestione Separata non esiste il contributo minimo fisso trimestrale tipico di artigiani e commercianti.

Assistente virtuale e lavoro dipendente

È possibile affiancare, in molti casi, un’attività da assistente virtuale a un lavoro dipendente, ma devono essere verificati sia i requisiti del regime forfettario sia eventuali obblighi contrattuali, incompatibilità, concorrenza con il datore di lavoro e la posizione previdenziale. La presenza di altra copertura previdenziale può inoltre incidere sull’aliquota della Gestione Separata.

Come fattura un’assistente virtuale forfettaria

L’assistente virtuale in forfettario emette fattura elettronica tramite Sistema di Interscambio. Non applica l’IVA ordinaria e, quando ricorrono le condizioni del regime, non subisce la ritenuta d’acconto. Per le operazioni senza IVA di importo superiore a 77,47 € è dovuto il bollo di 2,00 €.

Se i clienti sono esteri, devono essere verificate anche territorialità IVA, operazioni UE ed eventuali obblighi collegati. Le regole generali sono nella guida alla fatturazione elettronica nel regime forfettario.

Quanto costa aprire e gestire l’attività

L’apertura fiscale come libero professionista non comporta un’imposta di apertura all’Agenzia delle Entrate. I costi reali possono comprendere consulenza e contabilità, software, strumenti digitali, telefono, formazione, assicurazioni e servizi online. Se l’attività viene invece inquadrata come impresa si aggiungono i relativi costi camerali e previdenziali.

Errori da evitare

  • Scegliere un codice ATECO solo perché viene consigliato genericamente alle “assistenti virtuali”.
  • Usare 82.10.00 anche quando la vera attività prevalente è consulenza, marketing o call center.
  • Attribuire automaticamente il coefficiente del 78% al codice 82.10.00.
  • Presentare servizi amministrativi come consulenza fiscale o contabile riservata.
  • Scegliere liberamente tra Gestione Separata e Commercianti in base alla convenienza.
  • Applicare il 5% senza verificare i requisiti della nuova attività.

Domande frequenti

Qual è il codice ATECO dell’assistente virtuale?

Non esiste un unico codice valido per ogni assistente virtuale. Per segreteria e supporto amministrativo d’ufficio va verificato il 82.10.00; consulenza, marketing o altre attività possono richiedere codici differenti.

Qual è il coefficiente del codice 82.10.00?

Nel regime forfettario il codice 82.10.00 rientra nelle altre attività economiche e ha coefficiente di redditività del 67%.

L’assistente virtuale deve iscriversi alla Gestione Separata?

Dipende dalla natura concreta dell’attività. Una prestazione professionale personale senza cassa può ricadere nella Gestione Separata; un’attività esercitata come impresa può richiedere un diverso inquadramento previdenziale e camerale.

Posso avere più codici ATECO?

Sì. Se svolgi stabilmente servizi diversi puoi avere un codice principale e uno o più codici secondari, purché descrivano le attività realmente esercitate.

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